Una nuova ricerca della McMaster University (Ontario, Canada) pubblicata su Nature communications, rivela che, nei pazienti celiaci, eliminare il glutine potrebbe non essere sufficiente per ripristinare completamente la salute intestinale, a causa di una disfunzione nel metabolismo microbico delle fibre.
L'Italia si conferma all'avanguardia nella tutela dei cittadini affetti da celiachia. Come si legge nella recente Relazione annuale al Parlamento sulla celiachia per l'anno 2023, il nostro Paese ha compiuto un passo storico, diventando la prima nazione al mondo ad approvare uno screening a livello nazionale per il diabete di tipo 1 e la celiachia destinato alla popolazione pediatrica.
Il libro "La Dieta Gluten Free" (Demetra Edizioni, 192 pp.; 18 €) di Elena Meli, biologa e giornalista scientifica, si presenta come una guida completa sulla celiachia, affrontando i sintomi, la diagnosi e fornendo consigli pratici per la vita quotidiana, inclusa la gestione della cucina, la spesa e i pasti fuori casa. Il testo sfata il mito che l'alimentazione senza glutine sia restrittiva, proponendo un ricco ricettario illustrato per dimostrare come possa essere gustosa e appagante. L'autrice, con la sua expertise scientifica, mira a trasformare la necessità di una dieta senza glutine in un'opportunità per migliorare la qualità dell'alimentazione.
L'adozione diffusa della dieta senza glutine (Gfd), malgrado i benefici percepiti, presenti rischi significativi come carenze nutrizionali, costi elevati e problemi psicologici. Una recente review, pubblicata su Nutrients, sottolinea l'importanza di una valutazione medica accurata prima di intraprendere una Gfd, considerando anche la possibilità di esacerbare disturbi come la sindrome dell'intestino irritabile (Ibs). Ne parliamo con Raffaele Borghini, Unità di Gastroenterologia - Stella Maris Stp - Roma, docente presso l’Università europea di Roma e coordinatore della ricerca.