Un quadro preoccupante emerge dall'ultimo dossier di Legambiente, "Stop pesticidi nel piatto", che analizza la presenza di residui chimici negli alimenti in Italia. Il report, realizzato in collaborazione con Alce Nero, mette in luce una situazione che desta non poche preoccupazioni per la salute dei consumatori e per l'ambiente. Legambiente sottolinea che ridurre l'uso di fitofarmaci è diventata una condizione necessaria per salvaguardare ambiente, salute e qualità delle produzioni.
La norma che regola e incentiva l’agricoltura biologica in Italia è legge. Dopo 13 anni di attesa, con 195 favorevoli, 4 astenuti e nessun contrario il Senato, lo scorso inizio marzo, ha approvato in via definitiva la proposta di legge sul biologico, provvedimento poi entrato in vigore il 23 marzo, dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
Quasi la metà dei campioni analizzati con residui di pesticidi. Nella frutta oltre il 70%. L’89,2% dell’uva da tavola, l’85,9% delle pere e l’83,5% delle pesche sono campioni regolari con almeno un residuo e, tra i campioni esteri, individuati una bacca di Goji con ben 10 residui e tè verde con 7 residui provenienti dalla Cina. Questi alcuni dei principali risultati dell’edizione 2020 di “Stop Pesticidi”, il rapporto elaborato da Legambiente in collaborazione con Alce Nero, reso pubblico lo scorso dicembre.
A Pioppi, piccolo borgo di pescatori nel cuore del Parco nazionale del Cilento, in provincia di Salerno, affacciato su capo Palinuro sorge il Museo vivente della Dieta mediterranea, all’interno del seicentesco Palazzo Vinciprova.