L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) scende in campo con determinazione per affrontare una delle minacce più insidiose e invisibili del nostro tempo: la presenza di micro e nanoplastiche nella catena alimentare. Rispondendo a una specifica richiesta del Parlamento europeo, l'Autorità ha mobilitato i propri esperti per fornire una base scientifica solida e aggiornata, necessaria a proteggere la salute dei cittadini in un ecosistema sempre più contaminato da particelle polimeriche.

La contaminazione globale da plastica ha portato alla presenza pervasiva di micro e nanoplastiche nella catena alimentare umana. Sebbene la loro ingestione sia documentata, i meccanismi attraverso i quali queste particelle attraversano le barriere biologiche rimangono oggetto di intensa ricerca. Una recente revisione pubblicata su Nature Health analizza come le proprietà fisico-chimiche delle particelle, quali dimensioni inferiori ai 250 nanometri e cariche superficiali specifiche, influenzino la loro capacità di penetrare i tessuti intestinali. L'articolo esamina inoltre le sfide metodologiche nel distinguere tra particelle di laboratorio e plastiche "invecchiate" dall'ambiente, sottolineando la necessità di modelli sperimentali più realistici.

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