Come cambierà nei prossimi anni il modo di valutare la sicurezza degli alimenti che arrivano sulle nostre tavole? È la domanda alla quale prova a rispondere l’Efsa in un nuovo documento pubblicato sull’Efsa Journal. L’obiettivo è prepararsi a un sistema alimentare in rapida evoluzione, nel quale compaiono nuovi ingredienti, nuove tecnologie di produzione e nuovi possibili rischi.
Il panorama della sicurezza alimentare in Italia si appresta a vivere un triennio di profonda evoluzione scientifica e metodologica. Almeno nelle premesse e negli intenti. Con l’approvazione della Programmazione Triennale 2026–2028, infatti, il ministero della Salute traccia una rotta ambiziosa per affrontare le sfide emergenti che legano indissolubilmente la salute umana a quella degli animali e dell'ambiente. Il documento, approvato ufficialmente il 30 marzo 2026, non è solo un elenco di obiettivi tecnici, ma una visione integrata che pone l'Italia all'avanguardia nella valutazione del rischio alimentare.
Il conflitto scoppiato in Medio Oriente ha innescato uno shock sistemico che sta ridisegnando gli equilibri dell'economia mondiale. Non si tratta solo di una crisi politica regionale; l'escalation militare ha colpito il cuore pulsante delle rotte commerciali globali, agendo come un catalizzatore di instabilità per i mercati dell'energia e, di conseguenza, per i sistemi alimentari di ogni continente. La velocità con cui gli effetti si sono propagati dalle coste iraniane alle tavole dei consumatori globali evidenzia quanto i nostri sistemi di sussistenza siano profondamente interconnessi alla geopolitica, come sottolineato in un rapporto ufficiale della Fao (Organizzazione delle Nazioni unite per l'alimentazione e l'agricoltura), reso pubblico nei giorni scorsi.
Si è tenuta lo scorso venerdì 4 ottobre, presso il Museo archeologico nazionale delle Marche di Ancona, una tavola rotonda sulla sicurezza alimentare, organizzata dalla Società Italiana di tossicologia (Sitox). Un’occasione in cui si è discusso ampiamente della valutazione scientifica dei rischi legati alla presenza nella catena alimentare e produttiva di sostanze come pesticidi, conservanti e additivi.