Si terrà il prossimo 23 settembre a Milano, presso l’aula magna del dipartimento di Scienze farmaceutiche dell’Università statale, il Simposio nazionale della Società italiana formulatori in nutraceutica (Sifnut).

Lo studio, realizzato e condotto da Fabiana Quaglia del dipartimento di Scienze farmaceutiche dell’Università di Napoli Federico II, ha dapprima messo in evidenza le anomalie nella disaggregazione di compresse “sedicenti” gastro-resistenti, evidenziandone un profilo di disaggregazione in qualche caso nullo, mentre nella seconda parte ha analizzato diversi integratori contenenti monacolina K sotto forma di Riso rosso fermentato (Ryr) sia dal punto di vista del loro reale contenuto proprio in monacolina K che del loro tempo di disaggregazione.

La nutraceutica, come scienza riconosciuta con questo nome, viene definita 30 anni fa e descritta come “scienza che studia le proprietà salutistiche delle sostanze presenti negli alimenti”. Da allora, è diventato comune riferirsi a sostanze e prodotti con il termine “nutraceutici”, termine che, spesso, viene utilizzato per differenziare un certo tipo di prodotti e formulazioni, sottintendendo, forse, un effetto salutistico “maggiore” o “migliore”.

I nutraceutici rappresentano oggi un mercato in continua e costante espansione e rappresentano una strategia sempre più credibile e concreta al fine di mantenere un buon stato di salute e ridurre, in molti casi, il ricorso alla terapia farmacologica precoce in molti ambiti della medicina. A fronte di questa prospettiva, stride la mancanza di una legislazione e di una normativa specifica che regolamenti e sancisca in modo rigoroso i requisiti che tali prodotti dovrebbero rispettare, al fine di garantire gli effetti salutistici che rivendicano.

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