Gli alimenti ultra-processati sono sempre più presenti sulle tavole degli italiani, ma il loro consumo abituale potrebbe avere conseguenze rilevanti sulla salute dell'apparato digerente. È il messaggio lanciato dalla Società italiana di gastroenterologia ed endoscopia digestiva (Sige), che nei giorni scorsi ha presentato alla Camera dei Deputati una revisione delle più recenti evidenze scientifiche sul tema. Il lavoro confluirà entro la fine dell'anno in un position paper della società scientifica.
Negli ultimi anni, il panorama della celiachia in Italia sta attraversando una fase di profondo cambiamento, grazie a importanti novità sia sul fronte diagnostico sia su quello della gestione clinica. Due sviluppi in particolare stanno attirando l’attenzione della comunità scientifica: l’estensione della diagnosi “biopsy-free” anche agli adulti e il crescente riconoscimento del legame tra celiachia e patologie endocrine. Su questi temi si sono espresse recentemente la Società italiana di gastroenterologia ed endoscopia digestiva (Sige) e l’Associazione medici endocrinologi (Ame), sottolineando l’importanza di un approccio sempre più integrato e personalizzato.
Occhio alla steatosi epatica non alcolica nelle donne: è un potente fattore di rischio cardiovascolare in grado di annullare l’effetto protettivo su cuore e vasi degli estrogeni.
I tumori si prevengono a tavola. Quante volte ci si è sentiti ripetere questa frase, nata dalla consapevolezza che la dieta sia uno strumento in grado di produrre danni o benefici per il nostro organismo. Su questo fronte è dei giorni scorsi un richiamo degli esperti del consiglio direttivo della Società italiana di gastroenterologia ed endoscopia digestiva (Sige), con una particolare attenzione rivolta al tumore del colon e prendendo spunto da una ricerca da poco pubblicata su Jnci Cancer Spectrum.