La nutrizione e la supplementazione sono presidi fondamentali per il migliore recupero dell’atleta infortunato. Dal punto di vista nutrizionale si tende a una riduzione dei carboidrati con aumento della quota proteica, mentre sotto il profilo nutraceutico, utile l’integrazione con creatina, vitamina D e acidi grassi Omega-3.

Una dieta vegetariana e vegana può risultare adeguata anche per gli atleti. Necessarie, però, una pianificazione strategica del piano nutrizionale e una corretta scelta e combinazione degli alimenti, nel rispetto del fabbisogno energetico e del corretto rapporto tra macro e micro nutrienti. Così Luca Belli, biologo nutrizionista, specialista in Scienza dell’alimentazione e consigliere Sinseb (Società italiana nutrizione sport e benessere), nella sua relazione al 13° Congresso nazionale Sinut (Società italiana di nutraceutica) svoltosi nei giorni scorsi a Bologna.

Attenta analisi antropometrica, ematochimica, ormonale, dello stato di idratazione e di forza e potenza muscolari. Da qui, una strategia nutrizionale mirata, anche con l’impiego di integratori, ma solo se supportati da evidenze scientifiche e con l’obiettivo di fornire un aiuto per allenamenti e gara e non certo di marcare la differenza nella prestazione.

Negli sport di endurance (corsa, ciclismo, triathlon) diversi macro e micronutrienti sono stati utilizzati come aiuti ergogenici per migliorare potenzialmente le prestazioni. Negli ultimi anni, particolare attenzione è stata posta verso i nitrati contenuti, per esempio, in alimenti come il succo di barbabietola, l'estratto di melograno e le verdure a foglia verde come il cavolo cappuccio, la lattuga e gli spinaci.

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