Un recente studio pubblicato su Performance enhancement & health ha scattato una fotografia del consumo di integratori per rafforzare la massa muscolare tra i giovani canadesi. Un’istantanea indicativa, anche per la nostra realtà, di quanto il fenomeno sa diffuso e di quali siano le caratteristiche rispetto alle fonti di informazione, ai rischi correlati e alla loro consapevolezza da parte dei ragazzi.

In Italia il settore degli integratori alimentari è altamente regolamentato e innovativo. Punti distintivi? Standard qualitativi elevati, ricerca avanzata e impegno nella formazione medico-scientifica. Così Arrigo Cicero, presidente della Società italiana di nutraceutica (Sinut) intervistato a margine della presentazione a Milano di “Integrazione alimentare: stato dell’arte e nuove evidenze scientifiche”, review promossa da Integratori & Salute, pubblicata da Passoni Editore e realizzata con il contributo di un pool di esperti italiani sui temi della nutrizione e della salute.

“Oggi l’Italia è uno dei Paesi al mondo più all’avanguardia nella ricerca sugli integratori alimentari. Con una leadership riconosciuta a livello internazionale in termini di innovazione di prodotto e know how”. Così Germano Scarpa, presidente di Integratori&Salute, nel corso della recente presentazione milanese della review “Integrazione alimentare: stato dell’arte e nuove evidenze scientifiche”.

Aumenta l’interesse dei consumatori verso l’integrazione alimentare. Secondo gli analisti di Grand View Research, si prevede che il mercato mondiale toccherà i 327 miliardi di dollari di fatturato nel 2030 (+84% vs 2023).

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