L'impiego dei farmaci Glp-1 per il trattamento dell'obesità e del diabete di tipo 2 sta alimentando una nuova domanda di integratori alimentari. Fibre, proteine, collagene, elettroliti e probiotici sono tra i prodotti più ricercati da chi assume questi medicinali, spesso con l'obiettivo di gestire disturbi gastrointestinali, stanchezza e altri effetti indesiderati. Una tendenza che apre nuove opportunità commerciali, ma solleva anche interrogativi sulla sicurezza dei prodotti e sull'affidabilità delle promesse diffuse sui social media.
Più farmaci prescritti, ma anche un maggiore ricorso alla combinazione di integratori alimentari. È il quadro che emerge da uno studio pubblicato su Jama, che ha analizzato l'utilizzo di farmaci e integratori tra quasi 5.000 adulti statunitensi di età compresa tra 62 e 85 anni. I ricercatori hanno confrontato i dati relativi al periodo 2015-2016 con quelli del 2021-2023, utilizzando dati rappresentativi a livello nazionale della popolazione statunitense residente in comunità.
Quanto vale realmente il mercato degli integratori alimentari e quali sono i fattori che ne determinano la crescita? A queste domande prova a rispondere Il mercato degli integratori alimentari. Valore e misurazione della performance, volume pubblicato da Egea (100 pp; € 16,50) e firmato da Nicola Sorrentino, Claudia Tamarowski e Giovanni Tomasi.
Negli ultimi due decenni, l’approccio dei cittadini statunitensi verso la salute e il benessere ha subito una trasformazione radicale, riflessa in modo evidente nelle abitudini di consumo degli integratori alimentari. Secondo un’ampia analisi basata sui dati del National health and nutrition examination survey (Nhanes), l'uso complessivo di integratori tra gli adulti è aumentato dal 51% nel periodo 1999-2000 al 60% nel biennio 2021-2023. Questo incremento non è stato lineare, ma ha mostrato un’accelerazione significativa a partire dal 2009-2010, spinto da un mercato in rapida espansione e da una crescente attenzione verso la salute personalizzata.