Dilaga l'uso di integratori di proteine tra i giovani americani: due genitori su cinque (41%), specie quelli dei maschi adolescenti (46%), affermano che nell'ultimo anno il loro figlio ha consumato integratori proteici, tra cui barrette proteiche (31% dei ragazzi contro il 27% delle ragazze; 29% in totale), frullati (28% dei ragazzi contro il 19% delle ragazze; 23% in totale), proteine in polvere (20% dei ragazzi contro il 10% delle ragazze; 15% in totale), o ha seguito una dieta ad alto contenuto proteico (7% dei ragazzi contro il 2% delle ragazze; 4% in totale).
Si chiama “Io Comincio Bene” (www.iocominciobene.it) la campagna promossa da Unione italiana food per sostenere il valore della prima colazione in Italia. Con il contributo di Silvia Migliaccio, specialista in endocrinologia e malattie del metabolismo, sono stati messi a punto consigli e menù per suggerire quali alimenti preferire nelle diverse fasi della vita, con un focus su tre tipologie specifiche di target: gli adolescenti, le donne in gravidanza e gli over 65.
Due anni di pandemia hanno cambiato le abitudini alimentari per un giovane su due. Quanto nel bene o nel male ce lo spiegano i risultati del progetto Food Mood, ricerca condotta dall’Università Cattolica di Piacenza, Anbi Emilia Romagna, Crea (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria del ministero delle politiche agricole) e Consorzio di bonifica di Piacenza, presentata alla stampa nei giorni scorsi. Su 600 studenti delle scuole superiori intervistati, il 54% dichiara di aver mutato abitudini in quanto a tipo di alimenti e modalità di consumo.
Poiché si stima che l'80% dei soggetti affetti da malattie mentali viva in Paesi a basso e medio reddito, sembra particolarmente rilevante dedicare indagini epidemiologiche alle popolazioni di questi paesi e ai fattori di rischio che possono influenzare la morbilità psichiatrica.