“Le malattie cardiovascolari sono la principale causa di mortalità a livello globale”, sottolineano gli Autori. “Gli estratti vegetali, ricchi di composti bioattivi, offrono un potenziale terapeutico significativo. Tuttavia, il loro uso è limitato da possibili effetti collaterali, interazioni farmacologiche e mancanza di solide evidenze scientifiche derivanti da studi preclinici e clinici di alta qualità”.
Lo studio ha esaminato sei piante rappresentative e i loro principali componenti attivi:
- aglio (Allium sativum): diallyl trisolfuro, allicina, e S-allil(cisteina);
- biancospino (Crataegus monogyna): quercetina, apigenina e acido clorogenico;
- zafferano (Crocus sativus): crocina e safranale;
- oliva (Olea europaea): acido oleico, oleuropeina, idrossitirosolo e oleaceina;
- rosmarino (Salvia rosmarinus): acido rosmarinico e acido carnosico;
- uva (Vitis vinifera): resveratrolo.
La revisione si è concentrata sui meccanismi farmacologici più importanti, tra cui le azioni antiossidanti, antinfiammatorie, vasodilatatrici e di regolazione del metabolismo dei lipidi.
I risultati dimostrano che questi composti attivi sono promettenti nel potenziale trattamento dell'aterosclerosi e potrebbero ridurre il rischio di infarto e ictus. Diverse, però, secondo gli Autori, le aree che necessitano di ulteriori indagini. Innanzitutto, la sicurezza dell'uso prolungato di questi composti. Fondamentale, poi, studiare come questi composti interagiscano tra loro quando consumati insieme ed è necessario mettere a punto protocolli standardizzati per gli studi clinici in contesti controllati.
“Il nostro studio fornisce una solida base scientifica per l'uso di estratti vegetali della dieta mediterranea nel contesto della prevenzione e trattamento delle malattie cardiovascolari”, commentano gli Autori. “La ricerca sottolinea il potenziale terapeutico di questi composti, ma al contempo evidenzia la necessità di ulteriori studi per valutarne sicurezza ed efficacia, soprattutto quando utilizzati in combinazione. L'adozione di protocolli standardizzati e l'analisi degli effetti sinergici sono cruciali per tradurre queste scoperte in pratiche cliniche sicure ed efficaci”.
Nicola Miglino
