I ricercatori hanno analizzato i dati provenienti da due ampi studi prospettici di coorte statunitensi: il Nurses' health study (Nhs), che ha arruolato 121.700 infermiere nel 1976, e l'Health professionals follow-up study (Hpfs), che ha seguito 51.529 professionisti sanitari maschi a partire dal 1986.
Attraverso questionari biennali, sono state raccolte informazioni dettagliate su dati demografici, stile di vita, storia clinica, nonché sulle abitudini alimentari, compreso il consumo di yogurt.
La dieta è stata valutata mediante un questionario sulla frequenza alimentare somministrato al basale e successivamente ogni quattro anni circa. I partecipanti sono stati suddivisi in quattro gruppi in base al consumo di yogurt.
L'analisi finale ha incluso 87.379 donne del Nhs e 44.677 uomini dell'Hpfs, dopo aver escluso individui con cancro preesistente, sindrome da poliposi, malattia infiammatoria intestinale e dati mancanti sull'assunzione di yogurt.
Nel corso del follow-up, i ricercatori hanno identificato 3.079 casi di cancro del colon-retto e, di questi, sono stati analizzati 1.121 campioni di tessuto tumorale per valutare la presenza di Bifidobacterium.
I risultati hanno mostrato che circa il 30% dei pazienti con cancro del colon-retto aveva Bifidobacterium rilevabile nel tessuto tumorale.
L'analisi ha rivelato che l'associazione tra l'assunzione a lungo termine di yogurt e l'incidenza del cancro del colon-retto differiva in base all'abbondanza di Bifidobacterium. In particolare, tra gli individui che consumavano due o più porzioni di yogurt a settimana, c'era un tasso di incidenza inferiore del 20% per i tumori positivi a Bifidobacterium. Questa correlazione era più evidente nel cancro del colon prossimale, un tipo di tumore che si verifica sul lato destro del colon.
L’ipotesi chiamata in causa dagli Autori è che il consumo di yogurt a lungo termine possa agire modulando il microbiota intestinale, a partire dal genere Bifidobacterium, in grado di produrre acidi grassi a catena libera con proprietà immunostimolanti, antiossidanti e antinfiammatorie.
Lo studio ha anche rilevato che i partecipanti che consumavano più yogurt tendevano ad avere un maggiore apporto di folato totale, calcio e vitamina D, erano più propensi a sottoporsi a screening endoscopico e a essere più attivi fisicamente, ed erano meno inclini a fumare o consumare carne trasformata e rossa.
“Sebbene lo studio fornisca informazioni preziose, sono necessarie ulteriori ricerche per confermare questi risultati ed esplorare i meccanismi sottostanti”, commentano gli Autori. “Studi futuri dovrebbero integrare scienza di base e studi di popolazione per giungere a conclusioni più definitive. Inoltre, è necessaria la convalida in altre popolazioni, poiché quelle in studio erano composte principalmente da professionisti sanitari bianchi non ispanici”.
Nicola Miglino
