Tra le aree principali di bisogno, quella della nutrizione, riconosciuta come tra le più delicate nella gestione della vita quotidiana. A tal proposito, è stata realizzata una mini-guida mirata a supportare i pazienti nel gestire le sfide alimentari e sociali che spesso accompagnano queste patologie.
I consigli sono stati redatti con la collaborazione e la supervisione di Camilla Fiorindi, dietista presso il dipartimento delle Professioni sanitarie, Dietetica e Nutrizione, Ibd Unit dell’Aou Careggi Firenze, nonché consulente nutrizionista di Amici Italia.
Fase di remissione
Durante la fase di remissione delle Mici, l'obiettivo principale della dieta è il mantenimento di uno stato di benessere generale attraverso un'alimentazione sana ed equilibrata. Studi condotti su modelli animali hanno evidenziato come il consumo di grassi saturi, zuccheri semplici, additivi alimentari e dolcificanti di sintesi possa causare uno squilibrio nelle popolazioni batteriche intestinali, portando a un aumento della produzione di molecole che stimolano l'infiammazione. Per questo motivo, la limitazione o l'esclusione di tali componenti può avere un impatto positivo sulla salute intestinale. L'ideale è orientarsi verso una dieta completa ed equilibrata di tipo mediterraneo, che privilegia alimenti freschi, di stagione e ricchi di componenti ad azione antiossidante e antinfiammatoria. È fortemente consigliato limitare l'assunzione di alimenti preconfezionati o trasformati, al fine di minimizzare l'esposizione ad additivi e altri ingredienti artificiali che possono alterare la flora batterica intestinale e contribuire all'infiammazione.
Qualora i sintomi intestinali persistano anche durante la fase di remissione, può essere consigliata una dieta a basso contenuto di “FODMAP” (Frutto Oligo-, Di- e Mono-saccaridi e Polioli). Questa dieta, da seguire sotto la guida di specialisti e per un periodo limitato, è riconosciuta come trattamento per la sindrome del colon irritabile. I FODMAPs sono carboidrati a catena corta fermentabili che, non venendo assorbiti dall'intestino in alcuni individui, possono scatenare sintomi quali meteorismo, distensione, gonfiore, pienezza, discomfort addominale e diarrea. Tutti i pazienti con Mici in remissione dovrebbero ricevere counseling dietetico come parte integrante di un approccio multidisciplinare, per migliorare la terapia nutrizionale e prevenire la malnutrizione e le complicanze ad essa correlate.
Per quanto riguarda i consigli pratici, si raccomandano cotture semplici come al vapore, alla griglia, al forno o in padella, utilizzando olio extravergine d’oliva. È essenziale mantenere un'idratazione adeguata, bevendo circa 2-2,5 litri di acqua al giorno. La dieta mediterranea suggerisce di consumare pesce almeno 3 porzioni alla settimana, preferibilmente pesce azzurro fresco di piccola taglia (come sgombro e sardine) e legumi almeno 2 porzioni alla settimana; se mal tollerati, i legumi possono essere consumati sotto forma di crema o farina. La carne bianca è consigliata 2-3 porzioni alla settimana, e le uova da 1 a 4 volte alla settimana. I formaggi freschi possono essere inclusi 2-3 volte a settimana in porzioni da 100 grammi, che si riducono a 50 grammi per i formaggi stagionati. Alimenti da consumare con moderazione comprendono la carne rossa (0-2 volte a settimana, prediligendo i tagli magri) e i salumi (solo occasionalmente).
Fasi acute e con sintomi
Durante una fase di riacutizzazione della malattia, è spesso indispensabile modificare l'alimentazione in modo più incisivo, tenendo conto dei sintomi specifici, delle complicanze e di eventuali interventi chirurgici pregressi. L'eliminazione o la limitazione temporanea di specifici alimenti e bevande può aiutare a gestire meglio la fase acuta, con una successiva e graduale reintroduzione una volta che la fase critica è superata. Un consiglio cruciale è limitare l'apporto di fibra per evitare di esacerbare sintomi come diarrea, gonfiore o dolore addominale. Tra gli alimenti ricchi di fibra da escludere o limitare si trovano la maggior parte delle verdure (fatta eccezione per piccole porzioni di patate, carote, zucca e zucchine ben cotte), la frutta fresca e secca (ad eccezione di mela cotta o grattata senza buccia, banane mature, spremute di agrumi, centrifughe o estratti di frutta), i legumi e i prodotti integrali.
È inoltre fondamentale evitare cibi ricchi in grassi (come fritture, umidi, insaccati), le spezie piccanti, il caffè e le bevande alcoliche. L'assunzione di alcol, in particolare, può peggiorare sintomi quali dolore addominale, diarrea e sanguinamento intestinale, e può interferire con l'assorbimento e l'eliminazione di alcuni farmaci utilizzati per il trattamento delle Mici. Per queste ragioni, il consumo di alcol dovrebbe essere limitato, specialmente durante le fasi di attività della malattia. Anche se la malattia è in remissione, l'assunzione di modeste quantità di alcol non è controindicata ma deve essere comunque limitata alle occasioni conviviali, dati i rischi generali per la salute.
Per supportare l’organismo durante le fasi acute, si consiglia di assumere quotidianamente una porzione di alimenti ricchi in calcio (come latte parzialmente scremato, yogurt, kefir, yogurt greco, bevande vegetali arricchite in calcio, formaggi freschi o stagionati come il Parmigiano Reggiano) e di preferire acqua con un contenuto di calcio di almeno 150 mg per litro. È importante anche assicurare un adeguato apporto di proteine (pesce, carne bianca o rossa, uova, formaggio) con una frequenza settimanale bilanciata per soddisfare il fabbisogno giornaliero. In caso di diarrea, è indispensabile reintegrare i liquidi e i sali minerali persi (come il potassio), bevendo un'adeguata quantità di acqua (almeno 2-2,5 litri al giorno) durante tutta la giornata, specialmente lontano dai pasti. Eventuali integratori di minerali devono essere valutati in collaborazione con il medico e il dietista di riferimento.
Tutti i pazienti affetti da Mici dovrebbero essere sottoposti a screening nutrizionale sia al momento della diagnosi che con regolarità in seguito. Consigli utili generali per la gestione includono fare piccoli bocconi e masticare bene e lentamente, frazionare i pasti in 5 o 6 piccole porzioni al giorno anziché 2 o 3 abbondanti, non distendersi subito dopo il pasto, e preferire frutta non eccessivamente matura, consumandola a distanza di 2 ore dal pasto principale. È cruciale evitare bibite, succhi di frutta e bevande gassate, così come i dolcificanti artificiali e i prodotti che li contengono. Infine, è consigliabile limitare gli alimenti processati, industriali e conservati, che sono spesso ricchi di additivi alimentari, a favore di piatti preparati con ingredienti freschi, rispettando la stagionalità e la provenienza di frutta e verdura.
Nicola Miglino
