Omega-3 e performance: l’equilibrio essenziale per l’atleta

21 Maggio 2026

Nel panorama della nutrizione sportiva moderna, l'attenzione si sta spostando con forza verso la qualità del profilo lipidico degli atleti. Stefano Righetti, esperto di cardiologia dello sport e membro dell'Equipe Enervit, ha evidenziato, nel corso del recente Nutrimi tenutosi a Milano, come l’equilibrio tra acidi grassi Omega-3 e Omega-6 sia un pilastro non solo per la salute cardiovascolare, ma anche per l’efficienza della prestazione e il recupero.

Il ruolo dell'infiammazione nel recupero

Omega-3 (Epa e Dha) e Omega-6 (come l’Acido arachidonico - Aa) sono definiti "essenziali" poiché l'organismo non è in grado di sintetizzarli autonomamente. “Mentre gli Omega-6 attivano i processi infiammatori, gli Omega-3 ne promuovono la corretta risoluzione”, sottolinea Righetti. “In ambito sportivo, l’infiammazione post-esercizio è un processo necessario per riparare i danni muscolari e favorire l’adattamento all’allenamento. Tuttavia, uno squilibrio a favore degli Omega-6 può rendere la rigenerazione dei tessuti meno efficiente, aumentando il rischio di sovrallenamento e infortuni da stress”.

Dalle ricerche condotte dall’Equipe Enervit emerge un dato sorprendente: molti sportivi presentano livelli di Omega-3 nel sangue più bassi rispetto alla popolazione generale. Uno studio su 275 runner ha dimostrato che all’aumentare del chilometraggio settimanale, i livelli di Omega-3 diminuiscono proporzionalmente. Inoltre, è stato osservato che un’attività di corsa ad alta intensità (90% del Vo2max) di circa un'ora è sufficiente a ridurre significativamente la presenza di Omega-3 nel sangue. Livelli molto sbilanciati, con un rapporto Aa/Epa superiore a 30, sono stati collegati a un maggiore rilascio di marcatori di danno muscolare.

Efficienza energetica e performance

“Sul piano della prestazione pura, sebbene non vi siano prove definitive di un aumento del Vo2max, gli Omega-3 sembrano migliorare il costo energetico dell’atleta”, prosegue Righetti. “Questo accade perché il Dha viene incorporato nelle membrane dei mitocondri, le centrali energetiche cellulari, favorendo una produzione di Atp più efficiente a parità di ossigeno consumato. In sostanza, chi ha livelli ottimali di Omega-3 tende a consumare meno energia per sostenere lo stesso ritmo di corsa o pedalata”.

Per ottimizzare questo profilo, Righetti suggerisce non solo di aumentare l'apporto di Omega-3 e ridurre gli Omega-6 nella dieta, ma anche di “curare l'integrazione di carboidrati. L'assunzione di miscele di maltodestrine e fruttosio, in un rapporto 2:1, durante attività intense può infatti favorire il rilascio di Omega-3 nel sangue nelle ore successive, facilitando così la risoluzione dell'infiammazione e il ritorno all'omeostasi”. (n.m.)

 

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