I ricercatori hanno suddiviso i consumatori di alcol in quattro gruppi, in base alle unità consumate settimanalmente e separatamente per uomini e donne. Nel quartile più elevato rientravano gli uomini che consumavano più di 17 unità alla settimana e le donne oltre le 10. La mediana del consumo era rispettivamente di 27 e 15,4 unità settimanali.
Il risultato più interessante riguarda la percentuale di grasso viscerale rispetto alla massa grassa totale. Negli uomini, il gruppo con il consumo più elevato presentava una percentuale di grasso viscerale del 10,7% superiore rispetto al gruppo immediatamente precedente e del 13,5% rispetto al primo quartile. Nelle donne, l'aumento tra il terzo e il quarto quartile era ancora più marcato, pari al 17,1%.
L'associazione rimaneva significativa anche dopo aver tenuto conto di età, fumo, altezza, attività fisica, condizioni socioeconomiche e massa grassa totale.
Un altro elemento interessante emerge dal confronto con la circonferenza vita. Secondo gli autori, questa misura tradizionale sarebbe meno sensibile nel rilevare le modificazioni della componente viscerale associate al consumo di alcol. Nelle donne, in particolare, non è stata osservata un'associazione significativa tra alcol e circonferenza vita, mentre l'associazione con il grasso viscerale misurato mediante DXA risultava evidente.
Il dato suggerisce quindi che peso, Bmi e circonferenza addominale possono non raccontare tutta la storia della composizione corporea. La distribuzione del tessuto adiposo, oltre alla sua quantità complessiva, rappresenta un elemento rilevante per interpretare le conseguenze metaboliche dell'aumento di adiposità.
