La legge e le avvertenze "negate"
Il cuore della disputa è una norma approvata per affrontare una situazione sanitaria grave. Essa prevedeva l'obbligo di apporre sulle bottiglie avvertenze esplicite come: "L’alcol provoca malattie epatiche" e "C’è un legame diretto tra consumo di alcol e tumori letali", oltre a simboli sui rischi in gravidanza. Le etichette avrebbero dovuto indicare anche le calorie e il contenuto di alcol in grammi. Questa misura è indicata dall'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) come un intervento a basso costo e alto impatto per ridurre i consumi e aumentare la consapevolezza. L'Irlanda sarebbe stata il secondo paese al mondo, dopo la Corea del Sud, a implementare una simile politica.
L'offensiva di "Big Alcol"
Il rinvio di oltre due anni è attribuito, in una lettera al Lancet firmata da Stephanie M. Rutledge (Department of Gastroenterology and Hepatology della Weill Cornell Medicine di New York) e Frank Murray, (presidente di Alcohol Action Ireland, presidente dell'European Health Alliance on Alcohol ed ex presidente del Royal College of Physicians of Ireland.), all'intensa attività di lobbying dell'industria degli alcolici. A loro giudizio, le multinazionali hanno condotto una campagna globale basata su un modello di comunicazione definito distopico, ovvero basato sulla diffusione di scenari economici allarmistici, crollo delle vendite e perdita di posti di lavoro. Nonostante la Commissione europea e l’Organizzazione mondiale del commercio avessero confermato che le etichette non avrebbero danneggiato il commercio internazionale, essendo destinate solo al mercato interno, il governo irlandese, dicono, ha ceduto.
Un aspetto paradossale riguarda le aziende che si erano già adeguate: centinaia di prodotti erano apparsi sugli scaffali irlandesi già dotati delle nuove etichette. A seguito della retromarcia, marchi imnportanti hanno iniziato a ritirare le confezioni aggiornate per reimmettere sul mercato quelle vecchie, prive di avvisi.
Le conseguenze sulla salute
“Il rinvio - si legge su Alcohol Action Ireland - ha costi umani rilevanti. In Irlanda, l'alcol è responsabile di circa 1.500 decessi all'anno e di circa mille casi di tumore. L'alcol è un cancerogeno di Gruppo 1, nella stessa categoria del tabacco, con legami certi a patologie che colpiscono fegato, seno e apparato digerente. Gli esperti calcolano che, entro la nuova scadenza del 2028, circa 3.000 vite andranno perse a causa dell'alcol in Irlanda. L'Irlanda è passata dall'essere leader mondiale nell'etichettatura degli alcolici a semplice spettatrice, mentre paesi come il Canada hanno replicato l'approccio originale irlandese e stanno portando avanti la propria legislazione in materia di etichettatura sanitaria degli alcolici.
Davide contro Golia
Così, dal canto suo, conclude la lettera al Lancet: “Questa vicenda rappresenta un caso di "Davide contro Golia", dove organizzazioni di salute pubblica scarsamente finanziate si scontrano con le enormi risorse dell'industria. L’industria degli alcolici dovrebbe essere esclusa dalle decisioni di salute pubblica, proprio come avviene per quella del tabacco, per evitare che il profitto prevalga sul benessere collettivo”. (n.m.)
