Malnutrizione e sarcopenia, i pericoli nascosti in caso di Crohn e colite ulcerosa

07 Febbraio 2025

Malnutrizione e sarcopenia sono frequenti nei pazienti ambulatoriali affetti da Malattie infiammatorie croniche dell’intestino (Mici), con rischio di esiti negativi quali, tra gli altri, minor risposta alle terapie e maggior rischio di ricoveri. Un recente studio pubblicato su Nutrients sottolinea l’importanza, di valutare regolarmente lo stato nutrizionale dei pazienti. Ne parliamo con Simone Saibeni, responsabile S.S. “Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali, Uo di Gastroenterologia, Ospedale di Rho - Asst Rhodense, Milano, coordinatore della ricerca.

Dr. Saibeni, qual era l’obiettivo dello studio?

Lo studio, di tipo prospettico, aveva lo scopo principale di valutare la prevalenza del rischio di malnutrizione e sarcopenia nei pazienti affetti da colite ulcerosa e malattia di Crohn seguiti presso gli ambulatori di tre grandi Centri di riferimento per le malattie infiammatorie croniche intestinali. Siamo andati, poi, a valutare i fattori di rischio associati alla malnutrizione e alla sarcopenia e l’impatto di queste due condizioni, a distanza di un anno, su una serie di outcome clinici, quali il tasso di ricoveri, la necessità di cambiare terapia, incluso l’uso di corticosteroidi, e il rischio di andare incontro a intervento chirurgico. 

Quali fattori di rischio sono risultati associati alla malnutrizione?

La prevalenza di malnutrizione, definita secondo i criteri Glim, è stata riscontrata in 21 dei 158 (13.3%) pazienti affetti da Mici arruolati nello studio. Non si sono registrate differenze significative in relazione alla diagnosi: sono risultati malnutriti 16 su 96 (16.7%) pazienti affetti da malattia di Crohn e 5 su 62 (8.1%) pazienti affetti da colite ulcerosa.  All’analisi univariata sono risultati associati alla malnutrizione il sesso femminile, l’attività di malattia, definita come un valore dell’Harvey–Bradshaw index > 4, e l’utilizzo di steroidi. Al contrario, abbiamo osservato una correlazione inversa con i livelli sierici di albumina e con misura della circonferenza addominale. All’analisi multivariata, ossia l’analisi che considera i fattori confondenti e che quindi risulta più attendibile e vicina alla realtà, è stata confermata l’associazione inversa tra malnutrizione e valori della circonferenza addominale e di albuminemia. Questo significa che nei pazienti con ampia circonferenza addominale ed elevati livelli sierici di albumina il rischio di malnutrizione è piuttosto improbabile.

Quali strumenti sono stati utilizzati per valutare il rischio di malnutrizione e la sarcopenia?

Il rischio di malnutrizione è stato valutato attraverso i punteggi di due diversi strumenti: il Must (Malnutrition universal screening tool) e il SaskIbd-Nr (Saskatchewan Ibd–Nutrition risk). Il Must considera il Bmi, la recente perdita non voluta di peso e gli effetti della malattia sull’introito nutrizionale e definisce il rischio come basso, se il punteggio è 0, medio, se è 1, o alto, se è > 1. Il SaskIbd-Nr, specifico per le Mici, considera fattori quali l’attività di malattia, la perdita di peso, l’introito dietetico e lo stato funzionale e definisce il rischio come basso, se il punteggio è 0-2, medio, se 3-4 o alto, se > di 4. La sarcopenia veniva diagnosticata quando i pazienti presentavano una bassa forza di presa della mano, con handgrip < 20 kg per le donne e < 30 kg per gli uomini, o una circonferenza del polpaccio inferiore alla norma per la loro età.

Quali sono i principali risultati osservati?

Secondo il punteggio Must, 31 pazienti (19.6%) erano a rischio di malnutrizione; analoghi riscontri sono stati osservati con il punteggio SaskIbd-Nr tool (30 pazienti, 18.9%). Tuttavia, secondo il SaskIbd-Nr, una maggiore percentuale di pazienti presentava un rischio medio di malnutrizione rispetto al Must (33.5% vs. 12.6%), mentre percentuali simili tra i due punteggi sono state invece riscontrate per un alto rischio di malnutrizione (18.9% vs. 19.6%, rispettivamente). Il punteggio Must ha dimostrato una buona accuratezza nel predire il rischio di malnutrizione con una sensibilità e una specificità attorno al 90%. Il punteggio SaskIbd-Nr ha dimostrato una sensibilità (69.3%) e una specificità (60.9%) inferiori mantenendo comunque un elevato valore predittivo negativo rispetto al punteggio MustT (94.2% vs. 94.8%). La sarcopenia è stata riscontrata in 55 pazienti su 158 (34.8%), con percentuali non significativamente differenti tra quelli affetti da malattia di Crohn (35/96, 36.4%) e quelli affetti da colite ulcerosa (20/72, 27.8%). Quindici dei 55 pazienti sarcopenici (27.3%) presentavano malnutrizione, mentre 18 dei 21 pazienti malnutriti (85.7%), presentavano sarcopenia.

All’analisi multivariata, la sarcopenia è risultata significativamente associata alla malattia di Crohn con localizzazione ileale estesa, ai bassi livelli sierici di albumina e alla ridotta circonferenza addominale.

Qual è l'impatto della malnutrizione e della sarcopenia sugli esiti clinici nei pazienti con Mici?

Per i pazienti con riscontro di malnutrizione e sarcopenia è stata eseguita una valutazione specialistica nutrizionale. I pazienti malnutriti sono stati sostanzialmente trattati con supplementazione nutrizionale per os che ha determinato una normalizzazione dei parametri nutrizionali in quasi tutti dopo un anno. I pazienti con sarcopenia sono stati trattati con aumento dell’introito proteico, associato o meno ad aumento dell’attività fisica, sia aerobica sia di resistenza. Tuttavia, dopo un anno, la sarcopenia era ancora presente in 37 su 55 pazienti. Dopo un anno di follow-up, non si sono registrate associazioni significative tra la presenza di malnutrizione basale e la necessità di cambi di terapia, ricoveri e interventi chirurgici. Al contrario, la presenza di sarcopenia è risultata associata a un raddoppiato rischio di ricovero, ma non alla necessità di cambio di terapia o intervento chirurgico.

Qual è, infine, la raccomandazione principale riguardo alla gestione nutrizionale dei pazienti con Mici?

Il nostro studio conferma che la malnutrizione e la sarcopenia sono frequenti nei pazienti ambulatoriali affetti da Mici. È noto da tempo che queste due condizioni sono associate a una serie di esiti negativi quali minor risposta alle terapie, maggior rischio di ricoveri e di infezioni, maggior rischio di intervento chirurgico e di complicanze, unitamente a un ulteriore peggioramento della qualità della vita. Il nostro studio, quindi, sottolinea l’importanza di valutare regolarmente lo stato nutrizionale dei pazienti affetti da malattia di Crohn e da colite ulcerosa. Questo può essere fatto con semplici misurazioni durante la visita quali peso, altezza, circonferenza dell’addome e del polpaccio e con il dosaggio di una serie di parametri agli esami ematochimici come quadro marziale, proteico-metabolico e vitaminico. Infine, il nostro studio indica che la correzione della malnutrizione riduce il rischio degli outcome negativi e che la sarcopenia è invece una condizione più difficile da correggere ed è associata a un aumentato rischio di ricoveri ospedalieri.

Nicola Miglino

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