I campi di applicazione sono vari e spaziano dal sostegno al tono dell’umore e alla memoria, fino all’aiuto per il benessere generale. Le categorie a maggiore diffusione vedono al primo posto gli integratori per il sistema gastrointestinale, un segmento che è cresciuto del +4,4% nell'ultimo anno. Altrettanto significative sono le performance registrate per il sistema cardiovascolare, che ha evidenziato un notevole aumento del +12,4%. Anche il sistema respiratorio rientra tra i campi di applicazione maggiormente utilizzati.
La ricerca scientifica nutrizionale riconosce i componenti bioattivi delle piante come "preziosi alleati per la salute", con effetti dimostrati che includono proprietà antibatteriche, antivirali, antiossidanti, antinfiammatorie e neuroprotettive.
Franca Marangoni, responsabile ricerca NFI (Nutrition Foundation of Italy), ha messo in luce le più recenti evidenze scientifiche, in particolare sul ruolo dei polifenoli nel contrasto all'infiammazione cronica: “I polifenoli, presenti in frutta, verdura, tè e legumi, ma anche in altri vegetali, si sono dimostrati in grado di intervenire su diversi segni distintivi dell’invecchiamento, tra cui lo stress ossidativo e l’infiammazione.”. Inoltre, l’analisi della letteratura scientifica suggerisce che la supplementazione con alte concentrazioni di questi composti può ridurre i livelli di specifici marker di infiammazione cronica anche in soggetti con sovrappeso od obesità.
Tra gli ingredienti naturali maggiormente utilizzati nella produzione di botanicals, i dati vedono in testa il miele, seguito da finocchio, senna, eucalipto e (bio)flavonoidi.
Un altro filone di studi si concentra sul supporto per la memoria e il tono dell’umore. Principi attivi come la teanina (aminoacido non proteico contenuto nelle foglie di tè) e la curcumina (principale polifenolo della Curcuma longa) mostrano "importanti benefici sulla memoria e sull’umore".
Infine, la ricerca si concentra sull'asse intestino-cervello, un meccanismo che spiegherebbe come i fitocomposti, e in particolare i polifenoli, influenzino il benessere generale. Così conclude Marangoni: “Una linea di ricerca particolarmente interessante è quella che individua nella modulazione del microbiota intestinale il passaggio-chiave alla base dell’effetto dei polifenoli a livello cerebrale. L’azione antiossidante e antinfiammatoria dei polifenoli sarebbe, almeno in parte, dovuta alla loro capacità di indurre una modificazione favorevole della flora batterica, con una riduzione di specifici ceppi e potenziali benefici per la salute metabolica e cognitiva”.
