Integratori alimentari, l’Europa accelera sulle restrizioni: il settore chiede dati e dialogo

05 Giugno 2026

Il panorama regolatorio degli integratori alimentari in Europa sta vivendo una fase di profonda incertezza, con una spinta verso restrizioni sempre più severe. Durante l'assemblea di Integratori & Salute, Livia Menichetti, Direttore generale di Ehpm (European federation of health product manufacturers), la federazione che da oltre 50 anni rappresenta il settore degli integratori alimentari in Europa, ha illustrato come il dialogo tra l’industria e le istituzioni europee, in particolare la Commissione europea (DG SANTE) e il Parlamento europeo, sia diventato fondamentale per difendere il settore.

Uno dei messaggi centrali dell'intervento riguarda la necessità vitale per le aziende di fornire dati scientifici per supportare la sicurezza dei prodotti. Nonostante Ehpm sia stata l'unica associazione ad aver presentato dati durante il periodo di sorveglianza, gli Stati membri hanno recentemente votato a favore della proibizione totale delle monacoline da riso rosso fermentato. Menichetti ha sottolineato che, sebbene le probabilità di bloccare il bando in Parlamento siano basse, Ehpm continuerà a monitorare nuove evidenze scientifiche che permettano di riaprire il dossier in futuro.

Il caso delle catechine del tè verde, dal canto suo, rappresenta un paradosso normativo. Poiché l'industria non ha presentato dati il periodo di sorveglianza, gli Stati membri tendono a interpretare questo silenzio come una conferma dei dubbi sulla sicurezza, spingendo per un'interdizione totale nonostante l'esistenza di un Novel Food già autorizzato.

Un fronte di grande preoccupazione è l'armonizzazione dei livelli massimi di vitamine e sali minerali. La Commissione europea sta proponendo un approccio basato sul modello tedesco, considerato il più restrittivo in Europa. Di fronte al rifiuto della Commissione di analizzare l'impatto economico di tali restrizioni, Ehpm e Food Supplement Europe hanno unito le forze per realizzare uno studio indipendente di impatto economico che sarà presentato a settembre per dimostrare come limiti eccessivamente bassi possano danneggiare lo sviluppo del mercato.

La Commissione, inoltre, sta intensificando l'uso dell'Articolo 8 per valutare la sicurezza di numerose sostanze vegetali (botanicals). Per quanto riguarda l’acido alfa-lipoico, la Commissione sembra orientata verso l'introduzione di avvertenze in etichettatura (warnings) invece di un bando totale, sebbene permangano forti resistenze da parte dei Paesi Bassi e di quelli nordici. È imminente, poi, una lettera all'Efsa per definire una cronologia di valutazione per 12 sostanze critiche, tra cui curcuma, ashwagandha e iperico. Infine, le aziende, per quanto riguarda berberina e garcinia, hanno ottenuto una proroga fino al 10 luglio per presentare dati supplementari alla Commissione al fine di difenderne l'uso.

Oltre la sicurezza alimentare: packaging e marketing

Le sfide normative non riguardano solo i contenuti, ma anche la forma e la comunicazione. Per il packaging la nuova normativa europea sugli imballaggi e i rifiuti avrà un impatto non indifferente sulle aziende. Ehpm ha istituito una task force per chiedere una proroga delle scadenze simile a quella concessa al settore farmaceutico, sottolineando che le aziende necessitano di almeno tre anni per condurre gli studi di fattibilità necessari alla conformità. Sul fronte influencer e digital marketing, è stata recentemente presentata una linea guida specifica per supportare le aziende nella gestione della pubblicità sui social media, un ambito sotto stretta osservazione da parte delle istituzioni europee. (n.m.)

 

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