“Prodotti dietetici” (F. Evangelisti, P. Restani, R. Boggia; Piccin Editore; 648 pp.; 40 Euro), oggi alla sua terza edizione, è un volume indirizzato a studenti di diversi corsi di laurea sia triennali che quinquennali, per fornire loro, oltre a elementi di base chimici, biologici e medici necessari alla comprensione dei vari argomenti, la metodologia da utilizzare per la messa a punto di prodotti destinati a un’alimentazione particolare.

Avanza il mercato Bio nella grande distribuzione, rappresentando un giro d'affari da 2,1 miliardi di euro nel 2023, pari al 2,9% del totale alimentare nel canale.  A segnalarlo, un’indagine Nielsen presentata di recente al convegno “L’Italia di oggi e di domani: il ruolo sociale ed economico del biologico nella distribuzione moderna", promosso da Assobio a Marca by BolognaFiere. Con questi numeri l'Italia è per dimensione il quarto mercato del biologico tra i grandi paesi in Europa dopo Germania, Francia e Regno Unito. A livello di macroregioni, il trend cresce in modo più accentuato nel Sud e al Centro, ma l'incidenza maggiore del “bio” sul totale della spesa alimentare si verifica nel Triveneto-Emilia Romagna.

L'istidina è classificata come un aminoacido essenziale, ovvero che non viene sintetizzato a livello endogeno in concentrazioni sufficienti per soddisfare le esigenze fisiologiche e, pertanto, deve essere ottenuto dalla dieta.

I danni dell’alcol dipendono fortemente dal modello di consumo, con quello cosiddetto mediterraneo tra i più sicuri. A evidenziarlo, uno studio recentemente pubblicato su Nutrients. Ce ne parla Angelo Campanella, del laboratorio di Epidemiologia, Irccs “Saverio de Bellis”, Castellana Grotte (Ba), prima firma del lavoro.

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