Decesso per allergia al frumento, gli esperti: “Non può essere celiachia”

16 Dicembre 2024

Si chiamava Martina, aveva 9 anni e abitava a Roma nel quartiere Torre Maura: è deceduta giovedì scorso 6 dicembre per uno shock anafilattico, dopo aver mangiato un piatto di gnocchi. I contorni di questa tragedia non sono completamente chiariti: molti ne hanno parlato, ma a volte anche in termini fuorvianti, accostando allergia, celiachia, intolleranza. Con il risultato di alimentare confusione e paure, specialmente in chi è celiaco o ha figli celiaci.

L’unica certezza, per ora, è che la piccola è morta per una violenta reazione allergica al frumento contenuto in una porzione di gnocchi. Ma se le cose sono andate così, la celiachia non c’entra nulla.

“L’allergia alimentare al grano, o frumento, è una condizione piuttosto rara che può effettivamente mettere in pericolo la vita dei soggetti affetti in caso di ingestione di prodotti che lo contengano”, spiega Renata Auricchio, associato di Pediatria, presso il dipartimento di Scienze mediche traslazionali, Università Federico II di Napoli, nonché direttore del Centro interuniversitario “Laboratorio europeo per lo studio delle malattie correlate ad alimenti della stessa Università e responsabile del Centro di riferimento regionale pediatrico della celiachia. “Ma la celiachia, malattia invece piuttosto frequente che colpisce circa l’1% della popolazione, ha una azione e conseguenze molto diverse. Nel celiaco, infatti, si sviluppa una reazione immunomediata lenta legata all’assunzione cronica del glutine, una delle proteine del grano. Il fenomeno si verifica in soggetti geneticamente predisposti. Per ammalarsi, il celiaco deve assumere una quantità visibile di glutine in maniera cronica. Quest’esposizione prolungata determina la produzione di autoanticorpi anti-transglutaminasi nel sangue e danno intestinale, da cui dipendono i sintomi della malattia: diarrea, vomito, mal di pancia, problemi di crescita, carenza di ferro e molto altro. Il celiaco, quindi, non è sostanzialmente a rischio di uno shock anafilattico per il frumento, anche se deve seguire una rigorosa dieta senza glutine per tutta la vita al fine di garantire la guarigione dell’intestino e un buon funzionamento di tutto l’organismo. La dieta senza glutine prevede tuttavia l’utilizzo di dietoterapeutici che possono contenere tracce minime di grano, pari a 20 parti per milione; quantità che però un soggetto con allergia al frumento non può assumere”.

Insomma, lo shock anafilattico sembra essere stato scatenato dal frumento, che è effettivamente presente negli gnocchi, ma a causa di un’allergia, fenomeno completamente diverso dall’intolleranza al glutine.

“Su questo evento tristissimo ci sono sicuramente diversi elementi ancora da chiarire”, conclude Claudio Romano, presidente della Società italiana di gastroenterologia epatologia e nutrizione pediatrica (Sigenp). “Tuttavia, un fatto è certo: la celiachia non può determinare uno shock anafilattico mortale. Questa è la cosa che noi come pediatri gastroenterologi dobbiamo soprattutto chiarire prima che si diffondano paure infondate”.

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