Oltre la dieta senza glutine: il ruolo degli aminoacidi essenziali nella malattia celiaca

06 Luglio 2026

In occasione del Congresso nazionale della Società italiana di nutraceutica (Sinut), svoltosi di recente a Bologna, uno dei temi affrontati è stato il ruolo della nutrizione nella gestione della malattia celiaca, con particolare attenzione agli aspetti che vanno oltre il controllo dei sintomi e la guarigione della mucosa intestinale. Tra questi, il mantenimento della massa muscolare, della salute ossea e di un adeguato stato nutrizionale rappresentano oggi ambiti di crescente interesse clinico e scientifico.

Ce ne parla Francesco Tovoli, Professore Associato presso il Dipartimento di Scienze mediche e chirurgiche dell'Università di Bologna e dirigente medico dell'Irccs Aou di Bologna, che nel corso del congresso ha dedicato la propria relazione al possibile ruolo degli aminoacidi essenziali nella malattia celiaca. Pur ribadendo che la dieta senza glutine resta l'unica terapia efficace, Tovoli ha evidenziato come, in alcuni pazienti, il recupero della mucosa intestinale non coincida necessariamente con il completo ripristino della composizione corporea e della salute metabolica, aprendo la strada a una riflessione sulle strategie nutrizionali personalizzate.

Professore, la dieta senza glutine rappresenta il trattamento della malattia celiaca. Perché oggi si parla anche di aminoacidi essenziali?

La dieta priva di glutine rimane il cardine della terapia e, nella maggior parte dei casi, consente la risoluzione dei sintomi e la guarigione della mucosa intestinale. Tuttavia, questo non significa automaticamente che il paziente recuperi completamente il proprio stato nutrizionale. Esistono persone che, anche dopo anni di dieta correttamente seguita, continuano a presentare una riduzione della massa muscolare, alterazioni della composizione corporea o una ridotta densità minerale ossea. È in questo contesto che gli aminoacidi essenziali assumono un particolare interesse.

Quali sono le cause di queste alterazioni?

Nella fase attiva della malattia entrano in gioco diversi fattori: il malassorbimento intestinale, l'infiammazione sistemica e lo stato catabolico. Tutti questi elementi possono contribuire alla perdita di massa magra e compromettere la funzione muscolare. Inoltre, la celiachia è associata a un aumentato rischio di osteopenia e osteoporosi, manifestazioni extraintestinali ben documentate che meritano un'attenzione specifica anche dopo la diagnosi.

Che ruolo hanno gli aminoacidi essenziali in questo scenario?

Sono indispensabili per la sintesi proteica e per il mantenimento della massa muscolare. Tra questi, gli aminoacidi a catena ramificata, e in particolare la leucina, svolgono un ruolo centrale nell'attivazione dei meccanismi che regolano la sintesi proteica muscolare. Perciò questo rappresenta un elemento importante nel mantenimento dell'asse muscolo-osso e della funzionalità metabolica.

Anche la dieta senza glutine può presentare qualche criticità dal punto di vista nutrizionale?

Sì. Molti prodotti gluten-free industriali hanno un contenuto proteico inferiore rispetto ai corrispondenti alimenti contenenti glutine. Se la dieta non viene adeguatamente bilanciata, questo può tradursi in un apporto non ottimale di proteine di elevata qualità e, quindi, di aminoacidi essenziali. È un aspetto che spesso riceve meno attenzione rispetto ad altri nutrienti, ma che può avere un impatto rilevante nel lungo periodo.

Questo significa che tutti i pazienti con celiachia dovrebbero assumere integratori di amminoacidi essenziali?

No. Le evidenze scientifiche disponibili non supportano una supplementazione routinaria in tutti i pazienti. L'approccio deve essere personalizzato. Esistono però categorie di pazienti nelle quali una valutazione specifica può essere appropriata: penso ai soggetti con sarcopenia, ridotta massa magra, osteopenia persistente, scarso apporto proteico o aumentato fabbisogno metabolico.

Qual è quindi il messaggio che emerge dalle evidenze disponibili?

Credo che oggi sia importante ampliare il nostro modo di valutare il paziente con malattia celiaca. Non dobbiamo limitarci a verificare la guarigione della mucosa intestinale o la negativizzazione della sierologia. È altrettanto importante valutare la composizione corporea, la qualità dell'apporto proteico e la salute muscolo-scheletrica. Solo così possiamo parlare di un reale recupero dello stato di salute.

Quali sono le prospettive future della ricerca?

Servono studi clinici che definiscano meglio quali pazienti possano beneficiare di strategie nutrizionali mirate e quale possa essere il ruolo della supplementazione con aminoacidi essenziali. L'obiettivo è sviluppare percorsi sempre più personalizzati, basati sul profilo nutrizionale e metabolico del singolo paziente, evitando sia trattamenti inutili sia il rischio di trascurare condizioni di fragilità che possono influenzare la qualità di vita nel lungo periodo.

Nicola Miglino

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