Sanità e alimentazione: a Roma il piano per una gestione integrata di celiachia, allergie e intolleranze

05 Giugno 2026

Lo scorso 14 maggio, presso Palazzo Giustiniani (foto) a Roma, si è tenuto il convegno “Celiachia, intolleranza al lattosio e allergie alimentari: un approccio integrato per la salute pubblica”. L'evento, organizzato dall’Intergruppo Parlamentare dedicato a queste patologie in occasione della Giornata Mondiale della Celiachia del 16 maggio, ha delineato una strategia nazionale per affrontare condizioni che, nel loro insieme, interessano oggi quasi la metà della popolazione italiana.

I dati emersi durante i lavori descrivono una priorità strutturale per il sistema sanitario. Le diagnosi ufficiali di celiachia in Italia sono 265.102, con un incremento di 13 mila casi solo nell'ultimo anno monitorato; tuttavia, si stima che tra le 300 e le 400 mila persone ne soffrano senza aver ancora ricevuto una diagnosi ufficiale.

Ancora più vasta è la platea dell’intolleranza al lattosio, che riguarda tra il 40% e il 50% degli italiani, con punte più elevate nelle regioni del Sud. A completare il quadro sono le allergie alimentari, che coinvolgono il 3% degli adulti e il 5% dei bambini, con rischi clinici che possono arrivare fino allo shock anafilattico.

Le novità normative

Uno dei punti centrali del confronto ha riguardato i recenti interventi legislativi volti a migliorare l'assistenza. La Legge di Bilancio 2026, all'articolo 77, ha introdotto la dematerializzazione dei buoni per l'acquisto di prodotti senza glutine. Come spiegato da Francesco Saverio Mennini, capo dipartimento della Programmazione, dei dispositivi medici, del farmaco e delle politiche in favore del Ssn del ministero della Salute, questa misura permetterà la piena circolarità dei buoni su tutto il territorio nazionale, superando le attuali disparità tra le diverse regioni e garantendo un accesso più equo alle prestazioni.

È stato inoltre evidenziato il valore della Legge 130 del 2023, che ha avviato un programma sperimentale nazionale di screening pediatrico per il diabete di tipo 1 e la celiachia, con l’obiettivo di favorire diagnosi precoci nella popolazione infantile.

La centralità dell'informazione e della sicurezza alimentare

Sul fronte della prevenzione, il Ministero della Salute ha ribadito l'importanza di un'etichettatura chiara e corretta come strumento di tutela della salute pubblica. Ugo Della Marta, direttore della Direzione generale dell'igiene e della sicurezza alimentare del ministero della Salute, ha confermato l'impegno dell'Italia nei tavoli europei per l'armonizzazione della cosiddetta etichettatura precauzionale sugli allergeni (Precautionary Allergen Labelling), un passaggio decisivo per chi deve seguire diete rigide per motivi di salute.

Le richieste delle associazioni dei pazienti

I rappresentanti dei pazienti hanno posto l'accento su criticità quotidiane ancora irrisolte. Rossella Valmarana, presidente dell’Associazione italiana celiachia, ha sottolineato la necessità di contrastare le fake news e aumentare la consapevolezza sociale. Sandra Frateiacci, presidente Alama-Aps e vicepresidente Federasma e Allergie Odv, Federazione italiana pazienti ha indicato come priorità la sicurezza nelle scuole, chiedendo pasti garantiti e protocolli certi per la somministrazione dei farmaci d'urgenza agli studenti allergici durante l'orario scolastico. Maria Sole Facioni, presidente Associazione italiana latto-intolleranti Aps ha denunciato il grave onere economico per gli intolleranti al lattosio, segnalando ritardi diagnostici superiori ai tre anni e un'etichettatura dei prodotti "senza lattosio" spesso poco controllata e fonte di confusione.

Le prospettive: verso una nuova legge quadro

L’incontro si è concluso con l’auspicio di un rapido avanzamento del Disegno di Legge n. 623, di cui è prima firmataria la Senatrice Elena Murelli. Il provvedimento punta a trasformare la gestione della celiachia, abbandonando un approccio puramente assistenziale per passare a un modello più inclusivo e digitale, volto a ridurre sensibilmente gli ostacoli burocratici per i pazienti.

L'obiettivo condiviso dai partecipanti è quello di rendere la gestione di questi disturbi una priorità strutturale, capace di garantire sostenibilità al Servizio Sanitario Nazionale e una migliore qualità della vita per milioni di cittadini.

 

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