Lo studio ha messo in evidenza un'alta prevalenza complessiva di deficit, con la carenza di vitamina D come la più diffusa. I risultati, inoltre, mostrano differenze di prevalenza tra sessi e regioni geografiche.
Nello specifico, l’analisi ha rilevato una prevalenza combinata di carenza di micronutrienti (vitamine, minerali ed elettroliti) del 45,30%. Questo significa che quasi la metà delle persone con diabete di tipo 2 presenta carenze di uno o più micronutrienti essenziali. Le donne sono più a rischio, con una prevalenza di carenze di micronutrienti leggermente più alta (48,62%) rispetto agli uomini (42,53%).
Il deficit di vitamina D è risultato il più comune, con una prevalenza del 60,45%, seguita dalla carenza di magnesio (41,95%). La carenza di vitamina B12 (28,72%) è stata particolarmente rilevante nel gruppo di pazienti che assumevano metformina. Circa il 40% delle persone con diabete di tipo 2 e complicanze presentava carenze di micronutrienti. Tra le regioni dell’Oms, quella delle Americhe presenta la prevalenza più elevata (54,04%).
Così concludono gli Autori: “Le carenze di micronutrienti possono influenzare il metabolismo del glucosio e le vie di segnalazione dell'insulina, contribuendo potenzialmente all'insorgenza e alla progressione del diabete di tipo 2. Comprendere questo legame può portare a strategie più efficaci per la prevenzione, la gestione e il miglioramento della salute dei pazienti diabetici. È necessario condurre studi basati sulla popolazione per stimare con precisione l'entità del problema e indagare le relazioni causa-effetto così come ci vuole maggiore attenzione da parte di medici e decisori politici per valutare il ruolo della supplementazione di micronutrienti nella prevenzione delle comorbidità e nella gestione della malattia”.
Nicola Miglino
