Realizzato con il supporto del Cris (Centro per la ricerca indipendente della Simi), lo studio Simi-Nutro ha analizzato 650 pazienti ricoverati in 16 reparti di Medicina interna tra il 2020 e il 2023. Il rischio è stato valutato con il Must (Malnutrition universal screening tool), tra gli strumenti di screening più utilizzati a livello internazionale. Per quanto riguarda la diagnosi, negli ultimi anni, quattro fra le principali Società internazionali di nutrizione clinica hanno redatto un documento di consensus che contiene i nuovi criteri proposti per diagnosticare la malnutrizione negli adulti in ambito clinico (Global leadership initiative on malnutrition o Glim), che semplificano quelli degli strumenti diagnostici disponibili, quale, ad esempio, il Mini nutritional assessment short-form (Mna-Sf). I risultati hanno mostrato che il 42,3% dei pazienti è a rischio di malnutrizione, di cui l'82,9% ad alto rischio. Il 37,3%, peraltro, è malnutrito già al ricovero. Il fenomeno rivela una maggiore prevalenza nel Nord Italia (48,6% malnutriti, 51% a rischio) rispetto a Centro e Sud.
Secondo Maurizio Muscaritoli, direttore della Uoc di Medicina interna e Nutrizione clinica della Aou Policlinico Umberto I e coordinatore dello studio, questa disparità “può essere in parte dovuta all'età più avanzata dei partecipanti provenienti dal Nord Italia e a una maggiore prevalenza di malati oncologici. Tuttavia, può anche essere influenzata dall'accesso all'assistenza sanitaria regionale, da fattori socioeconomici o da differenze in altre caratteristiche di base dei pazienti, evidenziando la necessità di ulteriori indagini su queste variazioni regionali”.
I rischi: infezioni e costi
La malnutrizione è associata a degenze ospedaliere più lunghe e aumento delle complicanze infettive. Nello studio, i pazienti malnutriti avevano più del doppio del rischio di sviluppare infezioni (19% contro 7% dei non malnutriti). Le più comuni erano quelle del tratto urinario (41%) e la polmonite (27%). La malnutrizione influisce negativamente anche sulla funzione immunitaria, aumentando la suscettibilità alle infezioni sistemiche. I pazienti malnutriti erano inoltre più anziani, presentavano livelli più bassi di emoglobina e colesterolo, marcatori infiammatori aumentati (ed erano più frequentemente ricoverati con diagnosi di cancro. L'impatto economico è rilevante: la malnutrizione può aumentare i costi di ospedalizzazione di almeno il 20%. In Europa, i costi annuali superano i 97 milioni di euro, e in Italia si stimano circa 12 miliardi di dollari annui per il sistema sanitario, legati all'aumento della durata della degenza e alle infezioni nosocomiali.
Prevenzione e interventi mirati
I dati Simi-Nutro evidenziano l'urgenza di identificare precocemente i problemi nutrizionali e fornire supporto adeguato per migliorare gli esiti e ridurre i costi. “Sebbene la valutazione nutrizionale sia stata condotta entro 48 ore dal ricovero, la malnutrizione spesso si sviluppa prima e la prevenzione dovrebbe avvenire in comunità, sul territorio”, prosegue Muscaritoli. “Questa strategia avrebbe un impatto misurabile e significativo su ospedalizzazioni, complicanze e spesa sanitaria, oltre che, primariamente, sulla salute dei pazienti”. (n.m.)
