Da malattia epatica a malattia sistemica: addio Nafld, benvenuta Masld

02 Novembre 2025

La storica denominazione di malattia del fegato grasso non alcolica (Nafld, nonalcoholic fatty liver disease) è stata sostituita da una nuova nomenclatura più precisa e clinicamente significativa: Masld (Metabolic dysfunction-associated steatotic liver disease). Questo cambiamento, discusso di recente in occasione della United european gastroenterology (Ueg) week 2025 a Vienna, è stato illustrato da Maria Effenberger, della Medical University of Innsbruck.

Effenberger ha evidenziato come il punto fondamentale di Masld sia la sua stretta connessione con la disfunzione metabolica. Per ricevere la diagnosi di Masld, un paziente con steatosi epatica deve presentare almeno uno di cinque criteri cardiometabolici: Bmi elevato (oltre 25 per i caucasici e oltre 23 per gli asiatici), diabete di tipo 2 (T2D) o prediabete, ipertensione arteriosa, alti livelli di trigliceridi o bassi livelli di colesterolo Hdl. Secondo l’esperta, "Masld è una malattia sistemica, e questo termine la rappresenta molto meglio che considerarla solo una malattia epatologica".

Implicazioni cliniche e rischi associati

Sebbene i profili demografici e clinici dei pazienti classificati come Nafld e Masld siano sorprendentemente simili, così come l'accuratezza dei test non invasivi e i tassi di mortalità, il nuovo termine evidenzia il ruolo centrale dell'infiammazione. Le citochine proinfiammatorie indotte dalla malattia possono innescare infiammazione in tutto l’organismo, portando a esiti clinici gravi come ictus, insufficienza cardiaca, aritmie, infarto miocardico e malattia renale cronica.

A questo proposito, è stato suggerito che una valutazione del rischio cardiovascolare (Cvd) sia necessaria per i pazienti con Masld. Uno studio recente ha indicato che se un paziente con Masld ha indicatori che suggeriscono un aumentato rischio di Cvd a 10 anni, è cruciale eseguire una scansione Tc delle arterie coronarie, con possibile intensificazione della terapia medica.

Masld è anche un fattore scatenante per i tumori, in particolare il carcinoma epatocellulare (Hcc). Molti, peraltro, sviluppano Hcc senza cirrosi e il loro cancro viene spesso rilevato in una fase successiva. Masld è anche associata a tassi più elevati di tumori extraepatici, come i tumori della pelle e i tumori androgenici.

Alcol e nuove categorie diagnostiche

La nuova classificazione impone di porre due domande fondamentali a ogni paziente con malattia epatica: se presenta criteri cardiometabolici e se consuma alcol. La diagnosi dipende dalla quantità di alcol consumata:

  1. Masld: almeno un criterio cardiometabolico ma nessun consumo di alcol.
  2. MetAld (Metabolic and alcohol-associated liver disease): almeno un fattore di rischio cardiometabolico e un consumo giornaliero di 2-5 unità di alcol per le donne e 3-6 unità per gli uomini (1 bicchiere di vino o circa 600 ml di birra equivalgono a 2 unità di alcol).
  3. Ald (Alcohol-associated liver disease): Steatosi epatica con consumo di alcol superiore alle soglie MetAld.

Tuttavia, Effenberger ha notato che è "davvero difficile differenziare tra Ald e Masld", una distinzione cruciale poiché i rischi per cirrosi, Hcc e mortalità generale aumentano maggiormente per i pazienti con diagnosi Ald rispetto a Masld. Inoltre, emerge un problema con l’auto-dichiarazione del consumo di alcol a causa dello stigma. Uno studio austriaco su pazienti diagnosticati con Masld ha rivelato che, sebbene tutti affermassero di non bere, il 25%-30% consumava alcol regolarmente, come confermato dai test di glucuronide. I pazienti con Masld che hanno un fattore scatenante aggiuntivo come l'alcol vedono aumentare i tassi di mortalità, morbilità e cancro.

Questioni aperte

Nonostante i chiari vantaggi, Effenberger ha sottolineato alcune questioni che necessitano di chiarimento:

  • non esistono ancora linee guida chiare per lo screening Hcc nei pazienti con Masld non cirrotica;
  • serve una migliore rappresentazione nella nomenclatura della cosiddetta "Masld burnt-out", che si verifica nei pazienti con cirrosi avanzata il cui contenuto di grasso nel fegato è diminuito al di sotto del 5%.

Elisabetta Torretta

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