La pre-eclampsia è una patologia potenzialmente fatale che può colpire le donne nella seconda metà della gravidanza, caratterizzata dall'insorgenza di ipertensione e danno agli organi terminali. Questa condizione è una causa comune di grave morbilità e morte materna e neonatale, e l'unico trattamento risolutivo è il parto, spesso pre-termine in caso di complicanze a rischio di vita. Per anni, l'integrazione di calcio è stata considerata una potenziale misura preventiva, specialmente nelle popolazioni con scarso apporto dietetico di calcio, in linea con le raccomandazioni attuali dell'Organizzazione mondiale della sanità.
I risultati
L'aggiornamento della revisione mirava a valutare gli effetti dell'integrazione di calcio sui disturbi ipertensivi e sugli esiti correlati per la madre e il bambino. I ricercatori hanno incluso 10 studi randomizzati controllati per un totale di 37.504 partecipanti.
L'analisi dei dati, focalizzata sui soli studi di grandi dimensioni (escludendo quelli con meno di 500 partecipanti), ha fornito prove di elevata certezza (high-certainty evidence) che l'integrazione di calcio si traduce in poca o nessuna differenza nel rischio di pre-eclampsia. Similmente, l'analisi ha indicato poca o nessuna differenza nel parto pretermine prima delle 37 settimane. Per quanto riguarda altri esiti, poca o nessuna differenza nell'esito composito di morte materna o grave morbilità e nella natimortalità. Inoltre, il confronto tra dosi basse e dosi alte di calcio non ha mostrato differenze per la pre-eclampsia o la morte perinatale.
Processo di valutazione
La discrepanza tra le conclusioni attuali e quelle precedenti risiede in un rigoroso processo di valutazione della metodologia. Il team di ricerca ha escluso 20 studi precedentemente presi in esame, alcuni per modifiche ai criteri di ammissibilità e nove a causa di problemi di attendibilità.
Gli autori hanno evidenziato che la precedente evidenza era "inquinata" da studi piccoli o inaffidabili, i cui risultati, influenzati da effetti di studi piccoli e bias di pubblicazione, suggerivano un effetto protettivo più marcato del calcio.
Anke Rohwer, autrice della revisione, ha sottolineato che “applicando metodi di revisione rigorosi e trasparenti, non è stata trovata alcuna differenza significativa in esiti chiave”. Catherine Cluver, co-autrice, ha aggiunto che “una volta affrontati questi bias, il presunto beneficio della supplementazione di calcio per prevenire la pre-eclampsia semplicemente non regge".
Così concludono gli Autori: “Questi risultati rappresentano un cambiamento cruciale che deve essere compreso dai clinici e dai responsabili delle politiche sanitarie, poiché dimostrano l'importanza di basare la guida clinica solo su studi di grandi dimensioni e affidabili”. (n.m.)
