La ricerca ha esaminato i dati di due gruppi distinti: 1.165 bambini della coorte Gacrs (Costa Rica) e 1.041 adulti della coorte Odollfa. L'analisi ha rivelato che livelli più elevati di vitamina A sono direttamente correlati a una migliore funzione polmonare. In particolare, i ricercatori hanno osservato punteggi superiori in parametri clinici essenziali come il volume espiratorio forzato nel primo secondo (FEV1) e la capacità vitale forzata (FVC). Questo suggerisce che la vitamina A svolga un ruolo protettivo mantenendo l'efficienza dei tessuti respiratori nel tempo.
Per quanto riguarda la vitamina D, i benefici più evidenti sono emersi nella popolazione adulta. Gli individui con livelli di vitamina D pari o superiori a 30 ng/ml non solo hanno mostrato una funzione respiratoria più efficiente, ma hanno anche evidenziato una minore accelerazione dell'età epigenetica. Questo significa che una quantità sufficiente di vitamina D può contribuire a rallentare l'età biologica delle cellule, contrastando l'impatto dei fattori ambientali e biologici che promuovono l'invecchiamento precoce. Al contrario, la carenza di questa vitamina è spesso associata a una maggiore gravità dell'asma e a un peggiore controllo dei sintomi.
Meccanismi epigenetici e il gene Irf5
La novità principale dello studio risiede nell'integrazione di dati genetici e molecolari per spiegare questi benefici. I ricercatori hanno identificato che le vitamine A e D influenzano l'attività di 248 geni comuni, regolati attraverso microRNA e attraverso la metilazione del Dna,
Un punto focale della ricerca riguarda il gene Irf5, coinvolto nella regolazione dell'infiammazione e della risposta immunitaria. Lo studio ha dimostrato che livelli più alti di entrambe le vitamine sono associati a una minore metilazione (ipometilazione) in regioni specifiche di questo gene. Questa condizione molecolare è risultata direttamente collegata a una salute polmonare superiore e a un ritmo di invecchiamento più lento.
Gli stessi autori invitano tuttavia alla prudenza. La ricerca dimostra un'associazione, ma non prova un rapporto di causa-effetto. Lo studio è infatti di tipo osservazionale: non è quindi possibile affermare che l'assunzione di vitamine migliori direttamente la funzione respiratoria o rallenti l'invecchiamento biologico. Saranno necessari studi clinici prospettici e sperimentazioni controllate per verificare se la supplementazione vitaminica possa tradursi in benefici concreti per i pazienti asmatici.
Nonostante questi limiti, il lavoro rappresenta uno dei più completi finora realizzati sul tema perché integra dati nutrizionali, funzionalità respiratoria e biomarcatori epigenetici in bambini e adulti con asma. Secondo i ricercatori, comprendere meglio come le vitamine influenzino l'espressione dei geni potrebbe aprire la strada a strategie di nutrizione personalizzata e a nuovi approcci terapeutici per la gestione dell'asma.
Nicola Miglino
