Oggi gli integratori di fibre rientrano nelle ultime linee guida per la gestione della stipsi pubblicate sia dalla japanese gastroenterological association (Jga) sia dalla British dietetic association (Bda).
Lo psillio è l'integratore di fibre con la più forte evidenza e riceve una raccomandazione forte per l'uso: aumenta significativamente la frequenza delle feci, con un effetto considerato ampio e ne ammorbidisce la consistenza tanto da ridurre la gravità dello sforzo defecatorio. Dosi superiori a 10 g/giorno sono considerate ottimali per aumentare il beneficio clinico e migliorare l'evacuazione e la somministrazione per una durata minima di 4 settimane è ottimale per aumentare la frequenza delle feci e migliorare i sintomi globali.
I fruttani di tipo Inulina (Inulin-type Fructans) mostrano un'efficacia limitata rispetto allo psillio: non impattano sulla frequenza delle feci, ma ne ammorbidiscono la consistenza. Il loro utilizzo va limitato però a pazienti selezionati perché aumentano la gravità della flatulenza.
Supplementi di polidestrosio e galatto-oligosaccaridi non hanno invece mostrato un impatto significativo sul beneficio clinico, sulla frequenza o sulla consistenza delle feci e condividono con l’inulina l’impatto meteorico.
Al momento la terapia dietetica a base di fibre è considerata una prima linea di trattamento, con l’accorgimento di aumentarne gradualmente l’assunzione con incrementi settimanali per evitare effetti avversi come gonfiore e flatulenza se si riscontrano problemi di tolleranza con le fibre.
Anche i probiotici sono raccomandati come terapia alternativa o complementare e nel complesso possono aumentare la probabilità di un beneficio clinico del 28%, sebbene non sia ancora chiaro quali specie o ceppi specifici siano più efficaci per questo risultato. I probiotici aumentano complessivamente la frequenza delle feci, ma non impattano sulla consistenza delle feci, riducono la gravità della sensazione di evacuazione incompleta e riducono anche la gravità della flatulenza. Nel caso di ceppi specifici sappiamo che il Bifidobacterium lactis (B. lactis) aumenta la frequenza delle feci, ma non ha un impatto significativo sulla consistenza, sui sintomi globali o sulla Qualità di Vita (QoL), mentre il Bacillus coagulans Unique IS2 migliora i sintomi specifici della stipsi, riducendo la frequenza del dolore alla defecazione e la frequenza del dolore addominale. Nel caso del Lactobacillus casei Shirota i dati, sebbene di evidenza molto bassa/bassa, suggeriscono che questo ceppo non impatti sulla frequenza o consistenza delle feci o sui sintomi globali della stipsi. Virtuose anche alcune sinergie. In un recente studio clinico il trattamento con Lactobacillus gasseri ha dato prova di alleviare le sensazioni di dolore nella stitichezza funzionale, con possibile miglioramento della funzione di svuotamento intestinale. Una una metanalisi di studi clinici randomizzati pubblicata quest’anno fornisce evidenze a supporto dell’applicazione clinica nella gestione della stipsi di una combinazione di Bacillus subtilis ed Enterococcus faecium vivi.
I sinbiotici, combinazione di probiotici e fibre prebiotiche, non hanno mostrato impatto sulla frequenza delle feci, sulla consistenza o sui sintomi globali della stipsi in base alle meta-analisi disponibili. Al momento l’evidenza più forte resta la differenza nella composizione del microbiota intestinale tra pazienti stitici e persone “sane”, mentre gli interventi specifici sono un campo di ricerca clinica molto dinamico.
L'ossido di magnesio, considerato per il suo meccanismo d’azione un lassativo salino osmotico, è segnalato con una forte forza di raccomandazione: aumenta la probabilità di ottenere un beneficio clinico e la frequenza delle feci spontanee complete e ammorbidisce la consistenza. Questi effetti sono considerati ampi e clinicamente significativi. Non solo: migliora i sintomi globali e riduce significativamente la gravità dello sforzo e della sensazione di evacuazione incompleta, inducendo la gravità del gonfiore (bloating) e del disagio addominale. L'assunzione di ossido di magnesio, soprattutto negli anziani e in pazienti con funzionalità renale compromessa, richiede però un monitoraggio periodico del magnesio sierico a causa del rischio di ipermagnesemia. L'efficacia può essere ridotta dall'uso concomitante di forti inibitori della secrezione acida, come gli inibitori della pompa protonica.
Silvia Ambrogio
Bibliografia
- British Dietetic Association Guidelines for the Dietary Management of Chronic Constipation in Adults. J Hum Nutr Diet. 2025.
- Management of Chronic Constipation: A Comprehensive Review. Intern Med 64: 7-15, 2025.
- Evidence-Based Clinical Guidelines for Chronic Constipation 2023. Digestion 2025;106:62–89.
