Cymodocea nodosa: la pianta marina di interesse nutraceutico

20 Giugno 2025

Pubblicata di recente su Nutrients una review sulla Cymodocea nodosa, pianta marina nota per il suo ruolo ecologico e per le sue potenziali applicazioni nutraceutiche e terapeutiche. La ricerca ne evidenzia la ricca composizione chimica, che include acidi grassi essenziali, steroli, polifenoli e polisaccaridi, suggerendo un significativo valore nutrizionale e funzionale. A parlarcene, Lara Testai, direttrice del Centro interdipartimentale di Farmacologia marina dell’Università di Pisa e coordinatrice della pubblicazione.

P.ssa Testai, ci spiega cos'è la Cymodocea nodosa e qual è la sua importanza ecologica?

È un'angiosperma marina, a tutti gli effetti una pianta, una delle poche piante marine studiate. Cresce nelle aree costiere fino a 50 metri di profondità, formando delle vere e proprie praterie. La pianta è considerata molto importante dal punto di vista ecologico, infatti il tappeto che forma contribuisce alla biodiversità marina, fornendo cibo, riparo e habitat per altre specie marine. 

Quali sono le principali categorie di composti fitochimici trovati nella Cymodocea nodosa?

Gli studi fitochimici hanno permesso di isolare un'enorme varietà di composti potenzialmente interessanti dal punto di vista bio-farmacologico, ma quelli maggiormente investigati sono ad oggi i polisaccaridi e i derivati polifenolici, principalmente appartenenti alla classe degli acidi fenoli.

La Cymodocea nodosa è stata tradizionalmente utilizzata dall'uomo?

Si, ci sono delle testimonianze che riportano un uso alimentare come ingrediente delle insalate.

Quali potenziali usi terapeutici sono stati indagati per gli estratti di Cymodocea nodosa?

Molti studi sono ancora in una fase preliminare e, attualmente, gli ambiti maggiormente investigati sono il cardiovascolare e metabolico, gli stessi ambiti che stiamo approfondendo grazie a una collaborazione nata all'interno del Centro interdipartimentale di farmacologia marina dell'Università di Pisa.

Quali composti specifici potrebbero essere responsabili delle proprietà antiossidanti della Cymodocea nodosa?

Dalla letteratura si evince che i principali composti investigati per l'azione antiossidante sono i polisaccaridi, ma verosimilmente anche i composti polifenolici, i terpeni e gli acidi grassi polinsaturi danno un contributo significativo all'azione antiossidante.

In che modo la Cymodocea nodosa potrebbe essere utile nella gestione dei disturbi metabolici?

Gli studi pubblicati fino a oggi si concentrano sulla frazione polisaccaridica e suggeriscono un effetto ipolipidemizzante e ipoglicemizzante in modelli preclinici di disordine metabolico indotto attraverso la dieta. Come anticipato, nell'ambito di una collaborazione nata all'interno del centro interdipartimentale di farmacologia marina, stiamo investigando un diverso estratto di foglie di Cymodocea nodosa e i risultati ottenuti nella gestione dell'iperglicemia e dell'insulino-resistenza sono interessanti. Questa collaborazione è risultata particolarmente fruttuosa grazie alle competenze trasversali dei ricercatori afferenti al Centro, il primo in Italia. Nello specifico di questa collaborazione è doveroso citare il contributo delle professoresse Paola Nieri e Alessandra Brac, entrambe del dipartimento di Farmacia, ed Elena Balestri, del dipartimento di Biologia.  Grazie al loro supporto è stato possibile coltivare in vitro la pianta, sotto condizioni controllate e brevettate, preparare e caratterizzare l'estratto e infine testarlo in un modello murino di obesità indotta attraverso la dieta. I risultati di questo studio saranno presto pubblicati.

La Cymodocea nodosa presenta attività antimicrobica o antiproliferativa?

Si, ci sono alcuni dati preliminari, ancora a livello di studi in vitro, che suggeriscono un'azione antimicrobica contro diversi ceppi gram+ e di micobatteri. Inoltre, sono stati pubblicati risultati che suggeriscono una azione citotossica verso linee cellulari di tumore al polmone e alla cervice. Indubbiamente questi risultati dovranno essere confermati in modelli più complessi, ma sono comunque un interessante punto di partenza.

Quali sono le sfide e le prospettive future per l'utilizzo della Cymodocea nodosa come fonte di composti bioattivi?

Sebbene molti studi siano ancora preliminari, le informazioni a disposizione dimostrano che questa fanerogama marina può essere una fonte di composti utili per la prevenzione e/o trattamento di alcuni tipi di malattie, incluse quelle metaboliche. Ulteriori studi saranno estremamente utili per comprendere meglio quali sono i composti bioattivi di maggiore interesse e il loro profilo farmacologico e farmacocinetico.

Nicola Miglino

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