Funghi medicinali, un patrimonio antico alla prova della ricerca

13 Luglio 2026

Utilizzati da secoli nella medicina tradizionale cinese, i funghi medicinali stanno vivendo una nuova stagione di interesse anche in Occidente. Negli ultimi anni la ricerca scientifica ha infatti approfondito le proprietà dei loro numerosi composti bioattivi, valutandone il possibile ruolo nel supporto del sistema immunitario e nella gestione di diverse condizioni croniche. Se ne è parlato anche al recente congresso Sinut di Bologna, dove Marco Brancaleoni, medico internista ed esperto di fitoterapia e micoterapia, ha fatto il punto sulle evidenze oggi disponibili e sulle prospettive future di questo settore.

Dottor Brancaleoni, perché oggi si parla così tanto di micoterapia?

Negli ultimi anni l'interesse verso la micoterapia è cresciuto in modo significativo anche in Europa. A questo hanno contribuito numerose pubblicazioni scientifiche che hanno approfondito le proprietà dei funghi medicinali e il possibile impiego dei loro composti bioattivi in diversi ambiti della medicina. Si tratta di un patrimonio terapeutico che affonda le radici nella medicina tradizionale cinese e che oggi viene rivalutato alla luce delle moderne metodologie di ricerca.

I funghi medicinali vantano una tradizione molto antica. Cosa li rende ancora oggi così interessanti?

La loro particolarità è la straordinaria ricchezza di sostanze biologicamente attive. I funghi medicinali contengono polisaccaridi, proteine, glicoproteine, beta-glucani, terpeni, steroli, polifenoli, carotenoidi, tocoferoli e numerosi altri metaboliti. È proprio questa complessità a renderli oggetto di grande interesse scientifico, perché i diversi componenti sembrano agire su molteplici processi biologici.

Quali sono le proprietà oggi maggiormente documentate?

Le evidenze disponibili indicano soprattutto un potenziale effetto immunomodulante e adattogeno. Alcuni funghi medicinali sembrano contribuire a sostenere la risposta immunitaria e ad aumentare la capacità dell'organismo di adattarsi agli stress fisici e metabolici. Sono aspetti che continuano a essere oggetto di numerosi studi, con risultati promettenti.

Si parla spesso anche di prevenzione delle malattie croniche. Qual è lo stato delle conoscenze?

Molte ricerche stanno valutando il possibile ruolo dei funghi medicinali come supporto nelle patologie cronico-degenerative legate allo stile di vita, come diabete, obesità, ipertensione, aterosclerosi e alcune malattie dell'apparato digerente e respiratorio. È importante sottolineare che non rappresentano una terapia sostitutiva delle cure convenzionali, ma potrebbero trovare spazio come complemento all'interno di un approccio integrato, sempre sotto controllo medico.

Quali sono i principali principi attivi responsabili di questi effetti?

Tra i più studiati troviamo i beta-glucani e altre glicoproteine, ai quali vengono attribuite attività immunomodulanti. I polifenoli e altri composti fenolici sono noti per le loro proprietà antiossidanti, mentre terpeni e sesquiterpeni sono oggetto di ricerche per le loro possibili attività biologiche. Anche sostanze come chitina e chitosano sono state investigate per il loro potenziale impatto sul metabolismo lipidico e sulla salute cardiovascolare.

La ricerca sta aprendo anche nuove prospettive?

Assolutamente sì. Oltre ai composti già noti, continuano a essere identificate nuove molecole bioattive. Un esempio sono le ribotossine, proteine che hanno mostrato interessanti proprietà biologiche e che potrebbero trovare applicazioni in diversi ambiti, non solo medico ma anche agricolo e biotecnologico. È un settore in continua evoluzione.

Tra tutti gli ambiti di ricerca, quali sono quelli più promettenti?

Le proprietà immunomodulanti rappresentano probabilmente il filone più consolidato. Parallelamente, grande attenzione è rivolta allo studio delle possibili attività antitumorali osservate in laboratorio e in alcuni contesti clinici. Anche in questo caso è fondamentale precisare che si tratta di un campo di ricerca molto attivo e che sono necessari ulteriori studi clinici per definire con precisione indicazioni, efficacia e modalità di utilizzo.

Qual è il messaggio principale che desidera lasciare ai professionisti della salute?

I funghi medicinali rappresentano una categoria peculiare di sostanze naturali, caratterizzata da una composizione estremamente ricca e complessa. Le evidenze oggi disponibili ne suggeriscono il potenziale soprattutto come supporto dell'equilibrio immunitario e della capacità di adattamento dell'organismo. Il loro possibile impiego nelle malattie croniche è un ambito di grande interesse, ma deve sempre essere guidato dalle evidenze scientifiche e integrato all'interno della pratica clinica, senza sostituire le terapie validate.

Nicola Miglino

 

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