Un consumo su larga scala
Lo studio, pubblicato sul Bundesgesundheitsblatt e condotto su un campione rappresentativo di 1.071 cittadini tedeschi, ha rilevato che oltre tre quarti degli intervistati (il 76,6%) ha assunto almeno un integratore negli ultimi 12 mesi. Si tratta di un aumento significativo rispetto alle indagini passate, come la Nationale Verzehrsstudie II del 2008 che riportava una prevalenza del 28%. I prodotti più utilizzati sono il magnesio, la vitamina D e la vitamina B12.
I motivi principali che spingono i consumatori all'acquisto sono legati alla salute e alla prevenzione. I partecipanti cercano di mantenersi in forma, prevenire carenze e migliorare la qualità della vita, con l'obiettivo primario di prevenire malattie e assicurare la migliore fornitura possibile di nutrienti.
Confusione normativa
Un elemento critico emerso dalla ricerca è la confusione sulla classificazione legale. Gli integratori alimentari sono legalmente classificati come alimenti, non come medicinali. Tuttavia, il 57,7% degli intervistati crede che siano farmaci da banco, e solo il 14,3% li considera correttamente come alimenti.
Questa percezione errata porta a credere che gli integratori abbiano effetti dimostrabili simili ai farmaci o che siano testati per la sicurezza prima di essere immessi sul mercato (ipotesi condivisa dal 46,6% degli intervistati).
Il ruolo dei social media
Un aspetto cruciale è l'influenza dei social media. Quasi la metà dei partecipanti (45,4%) riceve informazioni sugli integratori tramite piattaforme come Instagram, YouTube e Facebook.
I consumatori informati tramite i social media mostrano differenze significative nel comportamento e nella percezione:
- Assumono un numero maggiore di sostanze diverse.
- Tendono a consumare integratori almeno una volta alla settimana (55,2% dei SoMe-Informati contro il 42,4% degli altri).
- Valutano il beneficio in modo significativamente maggiore.
Le informazioni online sono spesso veicolate da influencer, che raramente sono professionisti sanitari e più spesso provengo dal mondo dello sport o del lifestyle. La comunicazione veicolata da questi canali tende a enfatizzare i vantaggi (59,1% dei casi) e quasi mai gli svantaggi (2,3%). Questo quadro parziale può influenzare gli utenti a sviluppare comportamenti ossessivi o disturbi alimentari.
In sintesi, mentre gli integratori possono essere utili in situazioni specifiche di carenza nutrizionale, la crescente fiducia, quasi cieca, nei loro confronti e l'informazione distorta sui social media richiedono una maggiore educazione pubblica. Gli esperti raccomandano che la decisione di integrare determinati micronutrienti sia sempre presa consultando un medico. La comunicazione digitale, se guidata da professionisti, potrebbe diventare una risorsa preziosa per educare i consumatori a un uso consapevole e bilanciato. (n.m.)
