Ricerca e Sviluppo, digitalizzazione e sostenibilità. Questi i tre pilastri intorni ai quali costruire la ripartenza nel post-Covid da parte delle aziende del settore integratori, così come emerge dalla sesta indagine sulla filiera presentata di recente da Federsalus, l’associazione di categoria che rappresenta produttori e distributori del comparto. Una fotografia che presenta sicuramente più luci che ombre rispetto alla situazione di mercato dopo 15 mesi di pandemia.

Il Council for responsible nutrition (Crn) di Washington ha di recente chiesto al Congresso di affrontare con la Food and drug administration (Fda) il tema della regolamentazione dei prodotti che non rientrano nella rigida definizione di “integratore alimentare”, ovvero che contengono sostanze non dichiarate e proibite, sui quali oggi l’Fda non ha potere di intervento sanzionatorio.

Garantire un aggiornamento continuo su studi ed evidenze scientifiche relative agli integratori alimentari e promuoverne una comunicazione corretta e trasparente. Questo l’obiettivo dell’accordo di collaborazione che Federsalus, associazione nazionale che rappresenta il settore degli integratori alimentari, ha siglato con Nutrition Foundation of Italy (Nfi), associazione che sostiene la ricerca e la divulgazione nell’ambito della nutrizione.

Si è conclusa nei giorni scorsi l’edizione digitale 2020 di in-Vitality, appuntamento annuale dedicato agli operatori dei settori nutraceutica, alimenti funzionali e integratori. Un’occasione utile per lo scambio di informazioni, conoscenze e competenze sull'uso di ingredienti e tecnologie per creare nuove formulazioni o per modificare alimenti o integratori già esistenti.

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