Il documento, frutto dell’analisi di oltre 3.800 studi clinici, contiene 81 raccomandazioni che spaziano dall’ambito cardiovascolare all’oncologia, dalle malattie metaboliche ai disturbi neurodegenerativi.
Promosso dalla Società italiana di nutrizione artificiale e metabolismo (Sinpe), dalla Fondazione dieta mediterranea e dalla Società italiana per la prevenzione cardiovascolare (Siprec), con il supporto dell’Iss, il documento rappresenta uno strumento concreto per gli operatori sanitari. La Linea Guida include anche valutazioni economiche, considerazioni sulla sostenibilità ambientale e indicazioni per l'applicazione della Dm in ambito educativo e di promozione della salute pubblica.
Le raccomandazioni sottolineano con forza l’efficacia della Dieta mediterranea nel ridurre la mortalità e l’incidenza di numerose condizioni croniche, tra cui le malattie cardiovascolari (con l'olio extravergine d'oliva raccomandato per la prevenzione di ictus, fibrillazione atriale, arteriopatia periferica), diversi tipi di tumori (mammella, colon-retto, polmone, stomaco), patologie metaboliche (diabete mellito tipo 2, obesità e sindrome metabolica) e disturbi neurodegenerativi (Alzheimer, depressione e fragilità in età avanzata). Benefici sono documentati anche in gravidanza per il diabete gestazionale e le alterazioni patologiche del peso neonatale.
Nicola Veronese, del comitato scientifico Sinpe, ha dichiarato: “Gli operatori sanitari hanno finalmente a disposizione indicazioni pratiche su come sfruttare l’efficacia della nutrizione in diversi contesti clinici”. Ha inoltre evidenziato come una rigorosa adesione alla Dm si associ a una riduzione della mortalità complessiva (9%), della mortalità per malattie cardiovascolari (9%) e dell’incidenza e mortalità per tumori (6%).
