Una vasta metanalisi pubblicata sul Journal of human nutrition and dietetics rivela che un consumo elevato di bevande zuccherate aumenta del 34% il rischio di disturbi d'ansia tra i giovani, suggerendo nuove strategie di prevenzione per la salute pubblica.
In collaborazione con Named Group
L’Onu ha dichiarato il 2021-2030 come il "decennio dell’invecchiamento in buona salute", un'iniziativa globale volta a promuovere la capacità funzionale e il benessere intrinseco delle persone lungo tutto l'arco della vita1. Invecchiare bene non significa solo assenza di malattie, ma mantenere l'equilibrio tra capacità fisiche e mentali. In questo contesto, la gestione dello stress, dell'ansia e dei disturbi del sonno emerge come una priorità assoluta, poiché queste condizioni non influenzano solo la qualità della vita quotidiana, ma accelerano i processi biologici di invecchiamento e aumentano drasticamente i rischi per la salute.
Prove sempre più evidenti suggeriscono un potenziale ruolo delle fibre alimentari nei disturbi dell'umore, così come sta emergendo che l’asse microbiota-intestino-cervello è sempre più implicato nella fisiopatologia della depressione e dell’ansia.
Gli italiani si fidano sempre di più degli integratori alimentari come supporto in caso di disturbi legati al sonno. Stando a una elaborazione di Integratori & Salute su dati New Line riferiti al canale farmacia, negli ultimi 10 anni, in Italia, le vendite in volume di integratori alimentari legati proprio al benessere mentale e ai problemi legati al sonno sono aumentate del 155%.