Negli ultimi anni, il mondo della diabetologia sta assistendo a un cambiamento di paradigma fondamentale nel modo in cui viene concepita e gestita una delle malattie croniche più diffuse al mondo. La Società italiana di diabetologia (Sid) sta seguendo con estrema attenzione il dibattito scientifico internazionale, recentemente rilanciato dalla prestigiosa rivista The Lancet Diabetes & Endocrinology, che propone di superare ufficialmente il termine "pre-diabete". L'obiettivo è introdurre una classificazione basata su stadi, simile a quanto avviene in altre branche della medicina, per intervenire precocemente e cambiare il futuro dei pazienti.
È stata di recente pubblicata su Nutrients una revisione sistematica da parte di Autori afferenti a 5 società scientifiche italiane (Sio, Sinut, Sinseb, Amd, Cfc) che esamina gli effetti di diversi nutraceutici e integratori sul trattamento e la prevenzione del diabete di tipo 2 e del prediabete. Di seguito, una sintesi.
Benefici dagli acidi grassi Omega-3 nei soggetti diabetici. A evidenziarlo, uno studio da poco pubblicato sul Journal of clinical endocrinology and metabolism, tra i primi a fare chiarezza su un aspetto ancora poco studiato legato all’impiego di Omega-3 nel regime dietetico di chi soffre di diabete.
Il prediabete è definito da livelli di glicemia a digiuno compresi tra 100 e 125 mg/dl o da valori glicemici compresi tra 140 e 199 mg/dl dopo due ore dal carico orale con 75 gr di glucosio. Ancora, esso è caratterizzato da valori di Emoglobina Glicosilata (HbA1c) compresi tra 5,7% e 6,4 %1. Corrisponde a una fase critica, che richiede interventi tempestivi al fine di prevenire la progressione verso il Diabete mellito tipo 2 (Dm2)2. Negli ultimi anni si è assistito a un crescente interesse per il ruolo della nutraceutica nel trattamento del prediabete, considerando che numerosi studi hanno dimostrato come l'assunzione di alcuni nutraceutici migliori i valori di glicemia a digiuno e/o di HbA1c, riducendo il rischio di sviluppare Dm2.3-4