La carenza di vitamina D può rivelarsi un fattore di rischio per il recupero della mobilità dopo intervento di frattura al femore. I risultati arrivano da uno studio multicentrico condotto tra Stati Uniti e Canada e pubblicato sull’American journal of clinical nutrition.
In questo momento di grande emergenza nazionale, è importante fare alcune precisazioni rispetto all’utilizzo di integratori, nutraceutici e protocolli nutrizionali finalizzati al miglioramento della risposta immunitaria. Quanto oggi si sa scientificamente, rispetto al fatto che alcuni integratori e alcune tipologie di dieta sembrino favorire la risposta immunitaria, ha senso ed è dimostrato per setting di condizioni standard, non in una fase di acuzie e soprattutto in presenza di un germe così poco conosciuto.
Un filone di ricerca molto promettente riguarda il rapporto tra chemio-radioterapia e microbiota. Tra i meccanismi con cui il microbiota intestinale può interferire con i trattamenti è quello che viene definito lo xenometabolismo, ovvero la capacità dei batteri intestinali di metabolizzare i farmaci, impattando così sul loro effetto. La stessa chemioterapia, dal canto suo, è in grado di interferire sulla composizione del microbiota, sia in termini di abbondanza che di variabilità delle specie. La radioterapia altera l’equilibrio intestinale che impatta sulla produzione di acidi grassi a catena corta.
La prevenzione dell’obesità va iniziata fin dalla prima infanzia, sensibilizzando famiglie e istituzioni scolastiche. Dieta ed esercizio fisco solo le armi migliori per la prevenzione. Fondamentale limitare l’assunzione di alcol perché molte delle calorie in eccesso derivano da un consumo eccessivo, con un abuso sempre più diffuso soprattutto tra i giovani. Infine, il fumo, fattore di comorbidità importante in caso di sovrappeso/obesità che aumenta il rischio di malattie cardiovascolari e tumori.