Malattie infiammatorie croniche intestinali: fari puntati sulla dieta

23 Novembre 2022

L’alimentazione dei pazienti affetti da malattia di Crohn e colite ulcerosa è stato il tema al centro di un recente incontro promosso a Bologna da Amici (Associazione per le malattie infiammatorie croniche dell’intestino). Tra le comunicazioni più rilevanti, l'incidenza delle Mici bambini raddoppiata nell'ultimo triennio, la nutrizione enterale esclusiva in grado di portare alla remissione dei sintomi della malattia di Crohn nell’80% dei casi e un nuovo filone di ricerca che riguarda le diete.

Secondo un recente studio realizzato dalla Società italiana di gastroenterologia, epatologia e nutrizione pediatrica, l’incidenza che potremmo definire minima (è desunta infatti dal registro nazionale della società scientifica che è aggiornato dai centri su base volontaria) delle Mici pediatriche, nell'ultimo decennio è praticamente raddoppiata, attestandosi attorno al 2/100 mila abitanti di età inferiore ai 18 anni. Da un ulteriore aggiornamento in corso, tale dato sarebbe ulteriormente aumentato nell’ultimo triennio, raggiungendo valori vicini al attorno al 4/100 mila.

È ormai consolidato l’utilizzo, nei casi pediatrici di malattia di Crohn ad attività lieve-moderata, secondo quanto indicato dalle linee guida internazionali, della nutrizione enterale esclusiva, una formula polimerica con una consistenza simile a quella del latte, che deve essere impiegata in sostituzione della normale alimentazione per otto settimane. Non possono essere assunti altri alimenti durante questo periodo. La nutrizione enterale esclusiva, che può essere assunta per bocca, è in grado di indurre una remissione della malattia, con la scomparsa dei sintomi e può guarire la mucosa intestinale. Gli studi riportano una quota di successo in circa il 75% dei casi pediatrici. Tale nutrizione può poi essere ancora utilizzata nella cosiddetta fase di mantenimento, ossia quando è necessario mantenere la remissione di malattia, coprendo circa il 50% delle calorie totali quotidiane.

“Tra le novità, segnaliamo anche un nuovo filone di ricerca che riguarda le diete”, sottolinea Patrizia Alvisi, dirigente medico di Pediatria, responsabile del programma di Gastroenterologia pediatrica presso Ausl di Bologna. “Nella fattispecie, la dieta di esclusione per la malattia di Crohn, conosciuta come Cded, ideata da un gruppo israeliano, che propone una dieta priva di alimenti tipici della dieta occidentale, come cibi raffinati, soprattutto se ricchi di zuccheri semplici, riduce l’introito di proteine animali, soprattutto carne rossa, ed esclude emulsionanti, additivi. Tale dieta avrebbe, secondo quanto pubblicato recentemente dallo stesso gruppo, un'efficacia pari a quella della nutrizione enterale esclusiva. Gli studi sono tuttavia ancora pochi, necessitano di altre validazioni, ma comunque molto promettenti”.

In chiusura, si è ribadito come la salute del paziente con Mici non possa e non debba dipendere solo dalle cure mediche, ma deve prevedere uno stile di vita corretto e un’alimentazione sana. “Seguire un regime di alimentazione sana ed equilibrata è uno dei modi più efficaci per salvaguardare la salute, e forse controllare la malattia”, si legge nella nota conclusiva. “L'interesse dei pazienti per la dieta, da intendere non come una privazione ma come uno stile di vita, è sempre molto alto e rappresenta un bisogno poter conoscere cosa e come mangiare. La realizzazione di ricette dedicate può contribuire ad alleggerire il peso della rinuncia di quegli alimenti che la malattia a volte non concede di assumere, con un occhio di riguardo al gusto e alla qualità, che influiscono sull'umore e le condizioni generali dell'organismo. Perché indipendentemente da eventuali limitazioni, mangiare con gusto è sempre possibile, più facile di quello che sembra e migliora la qualità della vita”. (n.m.)

 

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