Se ne è parlato di recente nel corso di un webinar al quale hanno partecipato Giulia Gaudioso, Medical Affairs Manager Rheumatology Nutrition di Dr. Schär, Francesca Ingegnoli, reumatologa dell'ospedale Gaetano Pini di Milano, Christian Dejaco, primario del servizio reumatologico dell'Azienda Sanitaria dell'Alto Adige e Bruno Lucchino, reumatologo all'ospedale Luigi Sacco di Milano.
“Sappiamo – ha esordito Giulia Gaudioso, Medical Affairs Manager Rheumatology Nutrition di Dr. Schär - che la dieta, grazie ai nutrienti particolari, può avere questo ruolo fondamentale con l’obiettivo di supportare problemi metabolici o infiammatori. Purtroppo, però, mancano ancora linee guida o raccomandazioni ufficiali da parte delle Società scientifiche che spieghino in modo chiaro e definitivo che tipo di alimentazione seguire, quali alimenti consumare. Inoltre in questi pazienti la presenza di comorbidità fisiche o mentali, rende più difficile seguire una dieta corretta nonostante alcune raccomandazioni”.
Da un’indagine condotta da APMARR (Associazione Nazionale Persone con Malattie Reumatologiche e Rare) è emerso, da un lato, come l'89% dei pazienti non riceva informazioni riguardo a un approccio nutrizionale durante la prima visita reumatologica, ma, d'altra parte, sapendo quanto sia importante l'alimentazione per gestire la patologia, gli stessi sono spesso molto sensibili al tema dell’alimentazione e ai possibili approfondimenti.
In questo contesto, dunque, si inserisce Mikara Shake, specificamente formulato, ricco di MCT (trigliceridi a media catena) e fibre alimentari, in grado di rispondere alle due principali sfide nutrizionali per il paziente con artrite reumatoide: il deficit energetico e la carenza di fibre.
A differenza degli LCFA (acidi grassi a lunga catena), gli MCFA (acidi grassi a media catena) derivati dagli MCT possono entrare direttamente nei mitocondri ed essere rapidamente ossidati in corpi chetonici, poi utilizzati come fonte di energia. Questo processo per la produzione di energia è altamente efficace e rende gli MCT una fonte ideale per sostenere il metabolismo mitocondriale e rispondere così alle esigenze energetiche dei pazienti affetti da AR.
Le fibre solubili e insolubili provenienti da fonti come il bambù e lo psillio, contenute in Mikara Shake, contribuiscono a colmare la carenza di fibre comunemente riscontrata nei pazienti affetti da AR.
Lo studio Mikara
I dati a supporto del ruolo di un supporto nutrizionale specifico con trigliceridi a catena media e fibre nei pazienti con artrite reumatoide derivano da uno studio clinico randomizzato pubblicato su Nutrients, il primo in cui è stata testata questa associazione nei pazienti con artrite reumatoide.
“In questo studio - sottolinea Francesca Ingegnoli - sono stati arruolati pazienti adulti con artrite reumatoide, con attività di malattia tra lieve e moderata valutata con lo SDAI. Tutti i pazienti inclusi potevano avvalersi di qualsiasi terapia di fondo dai DMARDs convenzionali ai biologici, che dovevano essere mantenuti in maniera stabile per tutta la durata del trial che era di quattro mesi. I pazienti sono stati randomizzati in gruppo trattato, per i primi due mesi del trial, con 30 grammi di MCT suddivisi in due somministrazioni giornaliere e, negli ultimi due mesi del trial, con l'associazione MCT fibra, ovvero il prodotto Mikara Shake”.
Endpoint primario dello studio era l'attività di malattia che nel gruppo placebo è rimasta sostanzialmente stabile durante tutta la durata del trattamento, mentre nel gruppo trattato ha manifestato una significativa e progressiva riduzione già dal secondo mese fino al termine del trial.
Lo studio ha quindi dimostrato che i pazienti affetti da AR possono ottenere una significativa riduzione dell'attività di malattia della AR (misurata come SDAI) attraverso l’assunzione combinata di MCT e fibre. Tale riduzione si correlava in modo significativo con i livelli sanguigni di beta-idrossibutirrato (BHB), un corpo chetonico derivante dall’ossidazione degli MCT, a sostegno dell'idea di una connessione tra la patologia e i processi chetogenici.
“Queste evidenze – ha concluso Ingegnoli – evidenziano che il miglioramento osservato non era solo legato a un indice composito utilizzato dal reumatologo, ma aveva una ripercussione sulla qualità di vita del paziente che risultava migliorata sotto alcuni aspetti molto invalidanti come la rigidità matutina, la fatigue e altri aspetti della qualità di vita”.
Cosa aggiunge Mikara alla reumatologia?
Christian Dejaco: “La terapia farmacologica è sicuramente la base per tutti i nostri pazienti, però sappiamo che nella pratica clinica con le terapie è possibile raggiungere il 70-80% al massimo dei nostri obiettivi, cioè il benessere del paziente, la remissione della malattia e anche un miglioramento importante della qualità di vita. La gestione nutrizionale con Mikara può avvicinarci a ciò che vogliamo raggiungere. Un altro elemento importante è che quando si parla di alimentazione, non sempre abbiamo il supporto di dati provenienti da studi clinici a differenza di Mikara Shake che può vantare uno studio clinico randomizzato”.
Un’opportunità per migliorare la qualità della vita dei pazienti
Mikara Shake è indicato principalmente in pazienti con artrite reumatoide con attività di malattia da lieve a moderata e in trattamento farmacologico, ma il suo utilizzo può essere considerato anche per altre patologie reumatologiche, sotto indicazione del medico specialista. Grazie alla sua semplicità di utilizzo rappresenta una soluzione innovativa e integrativa che non altera la dieta o la terapia del paziente, offrendo un’opportunità concreta per aiutare a migliorare la qualità della vita e la gestione nutrizionale del paziente con AR.
Conclude Bruno Lucchino: “Considerando l'influenza del microbiota intestinale sullo stato di salute generale e sulla patogenesi di diverse patologie, ripristinare uno stato di eubiosi contribuisce a migliorare l'attività di malattia, facendo ipotizzare, per il futuro, un uso più allargato di una gestione nutrizionale con alimenti a fini medici speciali”.
