Tumori cutanei: dieta sana rallenta invecchiamento della pelle e dimezza i rischi

30 Gennaio 2026

Un recente studio ha gettato nuova luce sulla stretta interconnessione tra le nostre scelte alimentari, il processo di invecchiamento e l'insorgenza dei tumori cutanei. La ricerca, intitolata "Association between dietary inflammatory and oxidative balance scores and skin cancer risk: the mediating role of accelerated phenotypic aging" e pubblicata sulla rivista Cancers, rivela che una dieta ricca di alimenti antinfiammatori e antiossidanti non solo aiuta a mantenere l'organismo giovane a livello cellulare, ma può ridurre drasticamente il rischio di sviluppare il cancro alla pelle.

Il ruolo dell'infiammazione e dell'ossidazione

I ricercatori hanno analizzato i dati di oltre 16.600 partecipanti raccolti tra il 2005 e il 2018 attraverso il National health and nutrition examination survey (Nhanes). Lo studio si è concentrato su due parametri fondamentali: il Dietary inflammatory index (Dii), che misura il potenziale infiammatorio di una dieta, e il Dietary oxidative balance score (Dobs), che valuta l'apporto di antiossidanti.

I risultati sono stati sorprendenti: gli individui che seguono diete ad alto potenziale infiammatorio e ossidativo presentano un rischio di cancro alla pelle più che raddoppiato rispetto a chi consuma cibi sani. Al contrario, un punteggio Dobs elevato è stato associato a una probabilità significativamente inferiore di ammalarsi.

L'età biologica: un fattore chiave

Uno degli aspetti più innovativi della ricerca riguarda l'invecchiamento biologico, misurato attraverso uno strumento chiamato PhenoAge. A differenza dell'età cronologica, PhenoAge tiene traccia di biomarcatori clinici legati all'infiammazione sistemica e alla salute metabolica. Lo studio ha dimostrato che lo stress ossidativo e l'infiammazione cronica accelerano il deterioramento dei tessuti e compromettono l'omeostasi cellulare, portando a un invecchiamento precoce.

I dati indicano che l'invecchiamento biologico accelera il legame tra dieta e cancro: circa il 28% della relazione tra un'alimentazione scorretta e il rischio oncologico è mediato proprio dall'accelerazione della PhenoAge. In termini pratici, i partecipanti che combinavano una dieta pro-infiammatoria con un'età biologica avanzata hanno mostrato un aumento del rischio di quasi cinque volte (4,87) rispetto ai soggetti più giovani biologicamente e con abitudini alimentari sane.

Profilo dei soggetti a rischio e prevenzione

L'analisi ha rilevato che le persone con diete infiammatorie tendono ad avere un indice di massa corporea (Bmi) più elevato e una maggiore prevalenza di condizioni come ipertensione e diabete. È emerso inoltre un paradosso socioeconomico: i pazienti con diagnosi di cancro alla pelle sono spesso soggetti con un livello di istruzione e reddito più elevato, probabilmente a causa di una maggiore esposizione ai raggi UV durante attività ricreative all'aperto.

“Sebbene si tratti di uno studio osservazionale che non può provare un rapporto diretto di causa-effetto, i ricercatori sottolineano l'importanza cruciale della dieta come strategia di prevenzione primaria”, concludono i ricercatori. “Gestire le abitudini alimentari non è fondamentale solo per la popolazione generale, ma potrebbe migliorare significativamente i risultati a lungo termine anche per i sopravvissuti ai tumori cutanei”. (n.m.)

 

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