Nell'immaginario clinico comune, la creatina è ancora legata alle performance atletiche e alla crescita della massa muscolare. I recenti studi dedicati alle differenze di genere rivelano, però, un vero e proprio paradosso biologico: la popolazione femminile mostra una suscettibilità unica alla carenza di questo metabolita, rendendosi la candidata ideale per beneficiare della sua supplementazione, ben oltre l'ambito sportivo.
Il concetto di sarcopenia, introdotto da Irwin Rosenberg come semplice perdita di massa muscolare correlata all’età, si è progressivamente evoluto in una definizione clinica più articolata. I criteri diagnostici oggi più accreditati, proposti dall’European working group on sarcopenia in older people (Ewgsop2), individuano nella forza muscolare il parametro primario per l’identificazione della condizione. La rilevanza clinica della sarcopenia è indiscutibile: essa è associata a disabilità fisica, peggioramento della qualità della vita, aumento della mortalità e a un rilevante impatto sui costi sanitari. È inoltre fondamentale distinguere tra sarcopenia primaria, legata al fisiologico invecchiamento, e secondaria, associata a patologie o inattività, poiché questa classificazione orienta le scelte nutrizionali e terapeutiche.
La salute muscolare è cruciale non solo per gli atleti, ma per tutti gli adulti, in quanto essenziale per le attività della vita quotidiana, per mantenere una buona qualità della vita e per un invecchiamento positivo. Tuttavia, l'invecchiamento naturale, l'inattività fisica e l'infiammazione cronica rappresentano minacce significative per i muscoli. Una recente review pubblicata su Nutrients ha esaminato l'uso dei supplementi dietetici negli adulti non atletici per il mantenimento della salute muscolare. Conclusione: sebbene integratori come proteine, creatina e vitamina D non siano "soluzioni rapide", possono contribuire a mantenere i muscoli forti, ma la loro efficacia è amplificata solo se combinati con una regolare attività fisica.
La creatina, tradizionalmente apprezzata dagli atleti per la sua capacità di aumentare forza e potenza, sta guadagnando ampio riconoscimento per i suoi benefici per la salute, che si estendono ben oltre l'ambito sportivo. Richard Kreider, professore e direttore dell'Exercise & Sport Nutrition Lab presso la Texas A&M University, ha dedicato oltre trent'anni alla ricerca su questo composto naturale, sottolineando la sua utilità per tutti. Insieme al suo gruppo, ha di recente un pubblicato una review sul Journal of the international society of sports nutrition, dedicata alla sicurezza di questo nutriente.