La salute del fegato passa sempre più dalla salute metabolica dell’intero organismo. È questo il messaggio chiave emerso dall’intervento del biologo nutrizionista Salvatore Ercolano, consigliere del CdA di Enpab, nel corso recente Congresso nazionale Sinut di Bologna, dedicato alle più recenti evidenze scientifiche in ambito nutrizionale e metabolico.
Il latte di cammello (Camelus dromedaries o cammello arabo) è noto come l'oro bianco del deserto e ha ricevuto nell’ultimo decennio notevole attenzione da parte delle comunità scientifiche e mediche. Ha infatti un grande valore nutritivo caratterizzato dalla presenza di una pletora di nutrienti essenziali, un'alta percentuale di β-caseine facilmente idrolizzate ed è privo di β-lattoglobulina che induce allergie. È, inoltre, ricco in costituenti bioattivi e possiede un alto contenuto di vitamine e minerali e ingredienti funzionali come immunoglobuline, lattoferrina, lisozima e lattoperossidasi, che lo rendono un alimento interessante nella prevenzione e nella gestione di molte malattie croniche e acute.
Sempre più persone soffrono di fastidi legati all'alimentazione, quali, per esempio, reflusso, alitosi, bruciore di stomaco, steatosi, calcolosi biliare, senza dimenticare la celiachia e le allergie e intolleranze alimentari. Spesso si ricorre a pastiglie e compresse che risolvono poco se, al tempo stesso, non intervengono variazioni di dieta e stile di vita.
Gli studi clinici che valutano la supplementazione di zinco nelle malattie epatiche ancora non mostrano benefici conclusivi in termini di miglioramento o arresto della malattia, ma il razionale per proseguire le ricerche è solido.