Masld, ovvero Steatosi epatica associata a disfunzione metabolica. Si tratta della malattia epatica cronica più diffusa al mondo, rappresentando una delle principali minacce emergenti per la salute pubblica. Sebbene i miglioramenti dietetici siano universalmente riconosciuti come fondamentali per la prevenzione, fino a oggi l'impatto specifico dei diversi tipi di verdure è rimasto poco chiaro. A fare luce, una ricerca, pubblicata di recente su Nutrients, che ha coinvolto 1.297 partecipanti allo studio Nutrihep e ha esaminato l'assunzione complessiva di verdure, classificandole in sottogruppi di colore, al fine di determinare la quantità e la varietà ottimali per la riduzione del rischio. A parlarcene, Maria Noemy Pastore, Istituto nazionale di gastroenterologia - Irccs "Saverio de Bellis", Castellana Grotte (Ba), prima firma del lavoro.
Ha suscitato clamore, nei giorni scorsi, la notizia di uno studio presentato alle Scientific Sessions 2025 dell’American Heart Association (Aha), che segnala una forte correlazione tra l'assunzione cronica di melatonina e il rischio di insufficienza cardiaca e mortalità. Molti i dubbi, a partire dai limiti dello studio riconosciuti dagli stessi Autori e sottolineati, in un commento da noi raccolto, anche da Arrigo Cicero, Presidente Sinut (Società italiana di nutraceutica). Andiamo, però, con ordine.
L'alimentazione non è solo una fonte di energia, ma un fattore determinante che può fare la differenza tra un invecchiamento in salute e il declino fisico e cognitivo. Le più recenti evidenze scientifiche, illustrate al congresso nazionale Sinuc (Società italiana di nutrizione clinica e metabolismo) di Napoli, convergono su un punto cruciale: una dieta mirata rappresenta l'arma più efficace per preservare la funzionalità dell’organismo in età avanzata.
L'ipercolesterolemia, un fattore di rischio primario per le malattie cardiovascolari aterosclerotiche, potrebbe presto trovare un nuovo alleato inaspettato: la curcumina. Uno studio recente, pubblicato su Nutrition & Metabolism, ha fornito prove che il composto polifenolico derivato dal rizoma della curcuma previene l'ipercolesterolemia sopprimendo l'espressione di un cruciale trasportatore di colesterolo.