In occasione dell’11° congresso nazionale dell’Anircef (Associazione neurologica italiana per la ricerca sulle cefalee), il presidente, Piero Barbanti, responsabile del Centro diagnosi e terapia della cefalea e del dolore presso l'Irccs San Raffaele Pisana e docente di Neurologia all’Università San Raffaele di Roma, ha fatto con noi il punto sul ruolo che giocano alimenti e nutrienti in quella che l’Oms mette al secondo posto fra le malattie più disabilitanti: l’emicrania.

Una dieta ricca di tiamina (vitamina B1), piuttosto che una supplementazione, potrebbero rappresentare una strada efficacia nella prevenzione degli attacchi di emicrania, secondo uno studio pubblicato di recente su Headache: The Journal of Head and Face Pain.

Una dieta ricca di verdure a foglia verde scuro (cavolo, bietola, cavolo verde, cime di rapa, spinaci) potrebbe rivelarsi uno strumento prezioso per risolvere situazioni resistenti di emicrania cronica. Il suggerimento arriva dalla descrizione di un caso clinico pubblicato su Bmj case reports, rivista del gruppo British medicl journal.

Una dieta ricca in Omega-3 potrebbe rivelarsi una strategia utile nel combattere l’emicrania, secondo uno studio pubblicato nei giorni scorsi sul British medical journal. La ricerca si è focalizzata sulla correlazione tra consumo di acidi grassi polinsaturi n-3 e n-6 e livelli ematici di ossilipine, molecole di trasduzione del segnale correlate al dolore che in modelli preclinici si è visto aumentare con l’n-6 acido linoleico (Ala) e diminuire con gli n-3 Acido eicosapentaenoico n-3 (Epa) e docosaesaenoico (Dha).

Pagina 1 di 3
Top
Questo sito utilizza i cookies, che consentono di ottimizzarne le prestazioni e di offrire una migliore esperienza all'utente. More details…