“Il calcio è stato per lungo tempo sfruttato da queste aziende”, sottolineano gli Autori. “Ciò avviene nonostante il legame dimostrato tra tali bevande e gravi problemi di salute come il diabete di tipo 2, la carie dentale e l'obesità, oltre a molte altre conseguenze negative per la salute. Questi prodotti sono definiti ultra-lavorati e poveri di nutrienti, non offrendo alcun nutrizionale mentre alimentano malattie legate alla dieta. Insinuandosi nel calcio e in altri sport amati, tali aziende non si limitano alla sponsorizzazione, ma rischiano di normalizzare il consumo eccessivo di zucchero, contraddicendo apertamente i principi di fitness e salute che lo sport stesso rappresenta, con rischi maggiori per i più piccoli, sicuramente la fascia di popolazione più suscettibile”.
I medici sostengono che la Fifa, in quanto ambasciatore globale e organo di governo del calcio, rischia di essere complice di un comportamento fuorviante, consentendo alle aziende di ripulirsi l’immagine attraverso o sport.
“Non possiamo più ignorare il legame tra consumo di bevande zuccherate e cattiva salute”, concludono van Tulleken e Monteiro nel loro editoriale. “Interrompendo gli accordi di sponsorizzazione, la Fifa potrebbe inviare un messaggio potente e dare l'esempio, dimostrando che la salute è un bene superiore a quello dell’interesse commerciale. Le grandi aziende di bevande gassate hanno sfruttato lo sport più popolare del mondo e ora la Fifa è bene che avvii un cambiamento significativo”.
