Ha preso il via lo scorso 27 febbraio “YouGoody – La ricerca bella e buona””, progetto di collaborazione tra ricercatori e cittadini per una scienza condivisa e partecipata, promosso dall’Istituto nazionale dei tumori (Int) di Milano in collaborazione con Esselunga, per approfondire le relazioni tra stili di vita e abitudini alimentari e l’insorgenza di malattie cronico-degenerative come il cancro. Si tratta di uno studio prospettico che mira a reclutare una coorte prospettica di 100mila volontari.
Nessun beneficio per la salute. Anzi, un potenziale rischio per l’insorgenza di diabete di tipo 2. Bocciatura senza appello per nitriti e nitrati quella che giunge da uno studio pubblicato di recente su Plos Medicine.
Identificato un altro responsabile del rischio di malattie cardiovascolari che va a fare compagnia all’eccesso di cloruro di sodio. Parliamo degli zuccheri liberi, ovvero gli zuccheri aggiunti e quelli naturalmente presenti nel miele e nei succhi di frutta, che sono stati individuati come fattori di rischio in uno studio pubblicato di recente sul British journal of medicine. I risultati rafforzano le prove a sostegno della raccomandazione di ridurre il consumo di zucchero libero al di sotto del 5% dell'energia giornaliera totale.
“Una sana alimentazione fondata sulla dieta mediterranea italiana, con prodotti della nostra terra e un deciso no ai cibi sintetici, aiuta a migliorare lo stato di salute, a prevenire malattie croniche degenerative che hanno un impatto rilevante sulla spesa sanitaria e sulla mortalità ma anche sul benessere dei cittadini italiani". Con queste parole, il ministro della Salute Orazio Schillaci (Foto) ha chiuso la Conferenza nazionale sulla nutrizione che ha visto la scorsa settimana riuniti a Roma, per tre giorni, istituzioni, società scientifiche, accademici, associazioni e filiera agroalimentare.