Una dieta ricca di proteine, zinco e niacina e povera di grassi saturi rende i vasi sanguigni più elastici ed efficienti. Questa la conclusione di uno studio presentato in anteprima di recente a Maastricht, nel corso del Congresso europeo sull'obesità. Ricercatori del Tel Aviv-Sourasky medical center e della Sackler faculty of medicine, hanno arruolato 72 persone con sindrome metabolica e obesità (55,5% maschi, età media 53 anni; Bmi medio: 34 kg/m2), sottoponendole per un anno a un programma intensivo di perdita di peso multidisciplinare, che integrava dieta ed esercizio fisico personalizzato. Ai partecipanti è stato chiesto di compilare un questionario alimentare dettagliato una settimana prima di iniziare il programma e un anno dopo, a fine studio.
La dieta può essere la chiave per ridurre cambiamenti metabolici sfavorevoli associati alla menopausa e legati alle variazioni ormonali. Queste le conclusioni dello Zoe Predict Study, pubblicato di recente su The Lancet, che ha studiato una coorte di 1.002 donne in pre-peri e post menopausa, valutandone parametri antropometrici, abitudini alimentari, dati sul microbiota intestinale, marker cardiometabolici ematici post-prandiali.
Una dieta vegana di 12 settimane può determinare una perdita di peso clinicamente significativa e migliorare il controllo della glicemia in adulti sovrappeso e con diabete di tipo 2. Queste le conclusioni di una metanalisi di 11 studi randomizzati che hanno coinvolto quasi 800 partecipanti (di età pari o superiore a 18 anni), presentata nei giorni scorsi al Congresso europeo sull'obesità (Eco) di Maastricht. Nessun beneficio, invece, da questo approccio dietetico su pressione sanguigna e trigliceridi.
Un concentrato di polifenoli ottenuto dalle acque di vegetazione della produzione dell’olio extravergine di oliva (Evo) come integrazione terapeutica nella sindrome dell’intestino irritabile (Ibs). Un’opportunità cui da tempo sta lavorando un gruppo di ricercatori italiani che da poco hanno pubblicato su Nutrients nuovi dati relativi ai loro studi. Ne abbiamo parlato con Roberta Budriesi, docente di Chimica degli alimenti e Nutraceutica all’Università Alma Mater di Bologna.