Integratori alimentari, consigli per un uso ragionato

06 Dicembre 2023

L’integratore non deve sostituirsi alla normale, sana, alimentazione. Può, però, contribuire a riequilibrare una dieta carente di elementi importanti o fornire un surplus di principi alimentari utili in particolari situazioni. Questo il messaggio lanciato a Milano, nel corso di In-Vitality 2023, da Leonardo Celleno, dermatologo e presidente Aideco (Associazione italiana dermatologia e cosmetologia).

Prof. Celleno, perché un così grande successo degli integratori nel mercato italiano?

Gli integratori hanno ormai conquistato la fiducia di gran parte dei consumatori e moltissime persone fanno ricorso a questa categoria di prodotti per le ragioni più diverse: gli sportivi, i salutisti, chi sta portando avanti una dieta, chi esce da una malattia debilitante, quelli che vogliono prepararsi all’estate e mille altri motivi. Gli integratori, come il loro stesso nome indica, hanno il compito di ‘integrare’ una dieta carente di particolari sostanze o di fornire un maggior apporto di particolari nutrienti per i bisogni specifici della persona. Si fa palestra? Allora aminoacidi e micronutrienti per sviluppare al meglio il trofismo muscolare. Si soffre un po’ di anemia cronica con sideremia bassa? Ecco allora pronto l’integratore adatto che, insieme al ferro, apporterà anche altre preziose sostanze per il nostro benessere. Così come farà l’integratore che contiene le sostanze antiossidanti contro i radicali liberi, che con l’esposizione solare si potrebbero formare maggiormente durante le vacanze.

Qual è il ruolo corretto, dunque, da attribuire, alla supplementazione?

L’integratore non deve sostituirsi alla normale, sana, alimentazione. È davvero inutile non mangiare certi cibi importanti per poi cercare le loro sostanze negli integratori. Spesso, inoltre, l’integratore non può sostituirsi alla natura: nei cibi le varie sostanze sono in equilibrio fra loro e svolgono al meglio le loro funzioni. L’integratore da solo non può quindi sostituirsi al cibo. L’integratore contribuisce solamente a una parte del fabbisogno dietetico delle varie sostanze, va usato quindi quando il loro naturale consumo alimentare è insufficiente. Oppure in situazioni carenziali per vari motivi come un malassorbimento, o per patologie digestive o altre situazioni medico-psicologiche.  Un suo abuso può essere dannoso perché l’introduzione esagerata di una sostanza si può tradurre in uno sbilanciamento dei sistemi enzimatici a cui quella sostanza partecipa. In sintesi, l’integratore non è un medicinale e non cura le malattie. Può però contribuire a riequilibrare una dieta carente di elementi importanti o fornire un surplus di principi alimentari utili in particolari situazioni, influendo così positivamente sul ripristino dello stato di benessere dell’individuo.

Quali indicazioni in ambito dermatologico?

Alcune condizioni cliniche come il caso della caduta dei capelli, magari indotta dal cambiamento stagionale o da un pregresso stress psico-fisico grave, traggono spesso beneficio dell’integrazione dietetica con sostanze utili alla realizzazione dei capelli stessi, come gli aminoacidi solforati e le vitamine in un mix dalla funzione sia antiossidante che di supporto ai sistemi enzimatici delle cellule follicolari. E dal momento che anche le unghie sono fatte della stessa cheratina, ovvero la proteina strutturale del fusto dei capelli, anch’esse giovano spesso degli integratori. Infatti, anche le unghie soffrono nelle diete carenti di alcune sostanze che in genere si ritrovano in alimenti come la carne o il pesce, spesso non più troppo presenti nella nostra alimentazione. Per questo, quando la lamina ungueale è fragile e si sfalda facilmente, l’integratore con una composizione simile a quella dei capelli e, comunque, a base di aminoacidi, vitamine e minerali, risulta utile per rinforzarla.

Novità su questo fronte?

Recentemente gli integratori hanno trovato nella cosiddetta fotoprotezione sistemica, un nuovo valido campo di impiego. Infatti la radiazione solare, soprattutto grazie alla sua frazione ultravioletta A e B, produce un eccesso di radicali liberi nella nostra pelle che, superando le naturali difese antiossidanti della cute, causano alla lunga il fotoinvecchiamento e, purtroppo, anche i tumori cutanei.  È quindi ormai frequente che il dermatologo, accanto alla classica protezione 50+ declinata nelle varie forme cosmetiche prescriva anche un integratore da cominciare a prendere anche diversi giorni prima di esporsi al sole.

Quali raccomandazioni si sente, infine, di dare?

Le condizioni cliniche in cui si va diffondendo sempre più l’uso corretto degli integratori sono molteplici e non solo in dermatologia. Così in ortopedia per contrastare i fenomeni degenerativi dell’artrosi, in oculistica per prevenire la cataratta e altre patologie dell’occhio, in ginecologia per mitigare gli eventuali problemi della menopausa e in molte altre situazioni pseudo patologiche. Per questo impiego sempre più ampio che oggi si fa dell’integratore, dovuto anche al fatto che questo prodotto non trasmette al consumatore il senso di possibile pericolo che invece rimane proprio del farmaco, il mercato di questi prodotti è in continua espansione. L’importante è ricorrervi quando davvero è utile.

Nicola Miglino

 

 

 

 

 

 

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