Trattare la disbiosi con probiotici come approccio adiuvante in caso di Covid-19. Questa l’ipotesi suggerita da un gruppo di Autori su La Revue des microbiotes, in base alle evidenze scientifiche oggi disponibili che mettono in evidenza la forte correlazione tra gravità della malattia e alterazioni della flora batterica intestinale.

A lungo dimenticato e poco studiato, l'intestino oggi si rivela determinante per la salute di ogni individuo. Il microbiota intestinale contiene circa 1.000 ceppi batterici e quando questi sono in stato di equilibrio, eubiosi, contribuiscono al buon funzionamento e al benessere generale del nostro corpo. L’intestino svolge funzioni di assorbimento dei nutrienti, di eliminazione delle scorie dell’organismo, di modulazione del sistema immunitario mediante il rilascio di citochine, e di secrezione di neurotrasmettitori.

Una carenza nel microbiota intestinale del neonato, durante i suoi primi 100 giorni di vita, di Bifidobatteri capaci di metabolizzare gli Oligosaccaridi dal latte materno (Hmo) si associa a infiammazione sistemica e squilibrio immunitario negli anni successivi. Un effetto potenzialmente mitigabile con una supplementazione specifica di Bifidobacterium infantis Evc001, secondo quanto suggerito da uno studio pubblicato nei giorni scorsi su Cell.

Si chiama Covid-19 e intestino, un anno dopo il webinar promosso da Yakult Italia con il patrocinio di Aggei che si terrà il prossimo 26 maggio alle ore 17.00. Dopo il successo della prima edizione, tenutasi ad aprile 2020, il convegno si propone con un nuovo format improntato all’intervista medica e all’interazione finale con il pubblico.

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