Così i cibi ultraprocessati danneggiano la salute

02 Aprile 2024

Se mai ce ne fosse stato ancora bisogno, una nuova analisi pubblicata su Bmj ribadisce come gli alimenti ultraprocessati possano causare decine di gravi problemi di salute tra le persone che li assumono troppo spesso. Per questa ricerca, sono stati esaminati i dati raccolti da 14 articoli di revisione pubblicati negli ultimi tre anni che hanno coinvolto quasi 10 milioni di partecipanti. Nessuno è stato finanziato da aziende alimentari che producono alimenti ultraprocessati. Nel complesso, sono state trovate associazioni dirette tra l’esposizione ad alimenti ultraprocessati e 32 (71%) parametri di salute che comprendono mortalità, cancro ed esiti di salute mentale, respiratoria, cardiovascolare, gastrointestinale e metabolica.

Sulla base dei criteri pre-specificati di classificazione delle prove, prove convincenti (classe I) hanno supportato un’associazione diretta tra una maggiore esposizione ad alimenti ultra-processati e rischi più elevati di mortalità incidente correlata a malattie cardiovascolari (+50%) e diabete di tipo 2 (tasso di rischio dose-risposta +12%), nonché rischi più elevati di esiti di ansia prevalente (tasso di rischio +48%) e di esiti combinati di disturbi mentali comuni (+53%). Altamente suggestive (classe II) sono invece le prove che indicano che una maggiore esposizione ad alimenti ultra-processati è direttamente associata a rischi più elevati di mortalità incidente per tutte le cause (rapporto di rischio 1.21), mortalità correlata a malattie cardiache (rapporto di rischio 1.66), diabete di tipo 2 (odd ratio 1,40) ed esiti depressivi (hazard ratio 1.22), insieme a rischi più elevati di esiti avversi prevalenti legati al sonno (odd ratio 1.41), respiro sibilante (rapporto di rischio 1.40) e obesità (odds ratio 1.55). Il rischio è risultato aumentare con l’incremento dei consumi.

Alimenti molto diffusi

Gli alimenti ultraprocessati includono snack confezionati, bevande zuccherate, noodles istantanei, cereali dolci e pasti pronti. I prodotti vengono sottoposti a molteplici processi industriali per renderli gustosi e stabili e contengono additivi come emulsionanti, coloranti e aromi chimici. La questione è quanto mai attuale, visto che in alcuni paesi ad alto reddito gli alimenti ultraprocessati rappresentano fino al 58% dell’apporto energetico totale giornaliero e stanno proliferando nei paesi a basso e medio reddito.

Il gruppo di ricerca ha notato che questi effetti negativi sulla salute non sono completamente spiegati dalla mancanza di valore nutrizionale e dall'elevato apporto calorico dei prodotti. Le alterazioni del cibo apportate durante la produzione possono influenzare la digestione, l’assorbimento dei nutrienti e il senso di sazietà. Prove emergenti negli esseri umani hanno anche collegato alcuni additivi utilizzati negli alimenti, quali dolcificanti non zuccherini, emulsionanti, coloranti e nitrati o nitriti, a peggiori risultati per la salute. La lavorazione industriale intensiva degli alimenti potrebbe anche produrre sostanze nocive che contribuiscono all’infiammazione cronica e persino i materiali di imballaggio possono contenere contaminanti.

In conclusione quindi, una maggiore esposizione agli alimenti ultraprocessati è stata associata a un rischio più elevato di esiti avversi per la salute, in particolare cardiometabolici, disturbi mentali comuni e mortalità. Questi risultati forniscono, secondo gli autori, una motivazione per sviluppare e valutare l’efficacia dell’utilizzo di misure di salute pubblica per indirizzare e ridurre l’esposizione alimentare agli alimenti ultra-processati a favore della salute umana.

Livia Tonti

 

 

 

Bibliografia

 

Lane MM, et al. Ultra-processed food exposure and adverse health outcomes: umbrella review of epidemiological meta-analyses. BMJ 2024; 384:e077310. doi: 10.1136/bmj-2023-077310.

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