Negli ultimi anni, l'interesse scientifico verso il ruolo dei micronutrienti nella protezione cardiovascolare è cresciuto esponenzialmente. In particolare, la vitamina K2, nota anche come famiglia dei menachinoni, è emersa come un potenziale alleato per la salute del cuore. Recentemente, i risultati dello studio olandese VitaK-CAC, pubblicati su Jama Cardiology, hanno fornito nuove prove su come l'integrazione di un particolare omologo della vitamina K, il menachinone-7 (MK-7), possa influenzare la progressione dell'aterosclerosi coronarica.
Nella moderna lipidologia clinica, l’Apolipoproteina B (ApoB) non è più considerata un semplice parametro biochimico accessorio, bensì il vero gold standard biologico per la valutazione del carico aterogenico. A differenza del colesterolo Ldl, che quantifica la massa di colesterolo trasportata, una misura intrinsecamente variabile, l’ApoB riflette il numero effettivo di particelle aterogene circolanti. Poiché ogni particella di Vldl, Ldl e Ldl contiene una singola molecola di ApoB, la sua concentrazione plasmatica rappresenta una stima diretta del numero di lipoproteine potenzialmente aterogene e, di conseguenza, del rischio cardiovascolare associato.
Troppe proteine fanno male alle arterie. A evidenziarlo, uno studio pubblicato su Nature Metabolism, che ha raccolto dati sia di tipo clinico, sulla base di piccoli trial condotti sull’uomo, ma anche di tipo sperimentale, con test di laboratorio.
Un eccesso di sale nella dieta facilita la formazione di placche aterosclerotiche nei vasi di cuore e collo, con maggior rischio di infarto e ictus, anche nei normotesi. A sottolinearlo, uno studio pubblicato sull’ European heart journal – Open, il primo, di questo tipo, a esaminare l'associazione tra consumo di sale e aterosclerosi dei vasi a livello di collo e cuore. Una correlazione, tra l’altro, di tipo lineare: più sale si consuma, più l’aterosclerosi si fa significativa.